Correzioni e aggiornamenti

Aggiornato: 29 ottobre 2026

Il sito pubblica informazione medica per i pazienti, quindi un numero sbagliato o una raccomandazione superata possono fare male. Questa pagina mostra come si corregge e che cosa è stato corretto.

In breve

  • Ogni segnalazione ricevuta con il modulo di contatto è verificata rispetto alle fonti citate nella pagina e alle linee guida in vigore.
  • Se il messaggio include un recapito, la risposta arriva entro 30 giorni.
  • Le correzioni mediche sono registrate pubblicamente qui sotto, con la vecchia formulazione, la nuova e la fonte.
  • I refusi e gli errori di stile o di traduzione si correggono senza essere registrati qui.

1. Che cosa conta come correzione

Una correzione è un numero, una soglia, una dose o un'affermazione medica che era sbagliata o superata dalle linee guida. Queste entrano nel registro qui sotto.

I refusi, le frasi pesanti, gli errori di stile e di traduzione si correggono senza registrazione, perché non cambiano ciò che il lettore apprende sulla malattia.

2. Che cosa succede dopo la verifica

Il testo si corregge in rumeno e in tutte e 13 le traduzioni, lo stesso giorno. La data dell'ultima revisione della pagina cambia e la bibliografia si completa se la fonte è nuova.

La correzione entra poi nel registro, con la data, la pagina, la vecchia formulazione, la nuova e la fonte. Il registro inizia il 6 settembre 2026, insieme alla serie di verifiche interne del sito. Le modifiche precedenti a quella data non sono registrate.

3. Gli audit con l'intelligenza artificiale

Almeno una volta ogni tre mesi, un modello di intelligenza artificiale rilegge il sito e segnala possibili problemi medici. L'autore verifica ogni segnalazione nella fonte primaria e decide da solo che cosa cambiare. Le regole sono descritte nella politica editoriale.

Ultimo audit dell'intero sito: .

  • — Che cosa è stato verificato: la sicurezza del paziente (dosi di insulina, soglie, giorni di malattia) e le cifre che cambiano da una pagina all'altra. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: nel registro, dal 6 settembre 2026.
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine. Il riferimento è stato il consenso 2026 dell'ADA e dell'European Association for the Study of Diabetes (EASD) sul diabete di tipo 1. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: nel registro, dal 3 ottobre 2026.
  • — Che cosa è stato verificato: la stessa informazione medica su pagine e lingue diverse. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: nel registro, dal 5 ottobre 2026.
  • — Che cosa è stato verificato: il contenuto medico di tutte le pagine romene (cifre, soglie, dosi e citazioni). Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: nel registro, dal 12 ottobre 2026.
  • — Che cosa è stato verificato: le pagine sull'ipoglicemia, rispetto al compendio ADA 2026 sull'ipoglicemia. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: nel registro, dal 17 ottobre 2026.

Ogni lingua tradotta ha anche un audit completo almeno una volta ogni tre mesi, con una scadenza propria per ciascuna lingua. Un modello di intelligenza artificiale legge tutte le pagine tradotte a fronte dell'originale rumeno e segnala i significati errati, la terminologia e le formulazioni poco naturali. Le regole sono descritte nella politica editoriale.

  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: English. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate lo stesso giorno. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Français. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate lo stesso giorno. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Français. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Español. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Português. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Italiano. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: العربية. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Deutsch. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Ελληνικά. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Hrvatski. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Magyar. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Bahasa Indonesia. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Polski. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Türkçe. Modello e versione: Claude (Anthropic), versione non annotata. Correzioni: applicate il 21 e il 22 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: English. Modello e versione: Claude Opus 5.5 (Anthropic), claude-opus-5-5. Correzioni: applicate il 25 e il 26 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Español. Modello e versione: Claude Opus 5.5 (Anthropic), claude-opus-5-5. Correzioni: applicate in data 26 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Français. Modello e versione: Claude Opus 5.5 (Anthropic), claude-opus-5-5. Correzioni: applicate in data 26 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .
  • — Che cosa è stato verificato: tutte le pagine tradotte, rispetto all'originale rumeno. Lingua: Deutsch. Modello e versione: Claude Opus 5.5 (Anthropic), claude-opus-5-5. Correzioni: applicate in data 26 ottobre 2026. Scadenza del prossimo audit: .

4. Il registro delle correzioni

Ogni voce mostra la data, la pagina, che cosa diceva il testo e che cosa dice adesso. Le pagine sono indicate con il loro indirizzo breve. Le linee guida citate appartengono principalmente all'American Diabetes Association (ADA), all'European Association for the Study of Diabetes (EASD) e all'International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD).

  • 6 settembre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: le correzioni con insulina rapida potevano essere ripetute ogni ora con glicemia sopra 300 mg/dL (16,7 mmol/L). Adesso: l'intervallo resta di 2–4 ore anche con glicemia alta, secondo il protocollo dei giorni di malattia concordato con l'équipe medica. Fonte: Verifica interna di sicurezza del paziente, 5 settembre 2026.
  • 6 settembre 2026 · dt1/schemi-di-terapia — Prima: per una dose di insulina del pasto dimenticata si raccomandava la dose intera, senza alcuna condizione. Adesso: la dose intera si fa solo se te ne ricordi entro la prima ora, secondo il protocollo concordato con l'équipe medica. Fonte: Verifica interna di sicurezza del paziente, 5 settembre 2026.
  • 6 settembre 2026 · dt1/sport — Prima: i chetoni si controllavano con glicemia sopra 300 mg/dL (16,7 mmol/L). Adesso: la soglia di controllo è 250 mg/dL (13,9 mmol/L). Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5:377-390 (PMID 28126459).
  • 6 settembre 2026 · 8 pagine con il protocollo dei giorni di malattia — Prima: mancava la soglia d'urgenza dei chetoni. Adesso: tra 1,5 e 2,9 mmol/L si contatta subito l'équipe medica, e da 3,0 mmol/L in su si va al pronto soccorso. Fonte: Glaser N et al., Pediatr Diabetes. 2022;23:835-856 (PMID 36250645).
  • 6 settembre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: la definizione dell'unità alcolica mescolava due sistemi di misura. Adesso: una sola definizione, usata in tutta la pagina. Fonte: Verifica interna di coerenza, 5 settembre 2026.
  • 6 settembre 2026 · cinque coppie di pagine — Prima: la stessa informazione compariva con due numeri diversi su pagine diverse: la durata del rischio di ipoglicemia dopo l'alcol, il ricontrollo dopo il diabete gestazionale, la quota di cellule beta residue alla diagnosi, la quantità di succo per trattare l'ipoglicemia e la soglia dei chetoni. Adesso: lo stesso numero su tutte le pagine, in tutte e 14 le lingue. Fonte: Verifica interna di coerenza, 5 settembre 2026.
  • 6 settembre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita, dt1/sport, dt1/alimentazione, dt1/schemi-di-terapia, dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: 21 frasi dicevano all'imperativo di quanto cambiare la dose, il rapporto o il fattore. Adesso: le stesse frasi descrivono la pratica abituale e rimandano la decisione all'équipe medica. Nessun numero è cambiato. Fonte: Verifica interna di sicurezza del paziente, 5 settembre 2026.
  • 7 settembre 2026 · dt1/sport — Prima: «Punta a una glicemia di partenza di 180 mg/dL (10 mmol/L) per l'attività aerobica.» Adesso: «Punta a una glicemia di partenza di 126–180 mg/dL (7–10 mmol/L) per l'attività aerobica.» Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5:377-390 (PMID 28126459).
  • 7 settembre 2026 · dt1/sport — Prima: «Rimanda l'attività fisica finché i chetoni non spariscono del tutto e la glicemia arriva a 180 mg/dL (10 mmol/L).» Adesso: «Rimanda l'attività fisica finché i chetoni non sono negativi (sotto 0,6 mmol/L) e la glicemia non scende sotto 250 mg/dL (13,9 mmol/L).» Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5:377-390 (PMID 28126459).
  • 7 settembre 2026 · dt1/iniezione — Prima: «La maggior parte degli adulti può usare aghi da 6 mm senza problemi. Se sei molto magro o hai pochissimo tessuto sottocutaneo, puoi provare aghi da 4 mm (quelli dei bambini).» Adesso: «L'ago da 4 mm è la prima scelta per tutti, indipendentemente da età, peso o spessore del tessuto sottocutaneo. L'ago da 6 mm resta accettabile se usi la tecnica descritta sopra.» Fonte: Frid AH et al. (FITTER), Mayo Clin Proc. 2016;91:1231-1255 (PMID 27594187).
  • 7 settembre 2026 · dt1/iniezione — Prima: «Se decidi di riutilizzare gli aghi per motivi economici, limita l'uso a un massimo di 3–4 volte e mai per più di 24 ore.» Adesso: «Se riutilizzi gli aghi per motivi economici, tieni presente che la punta si smussa già dal primo uso e che ogni iniezione successiva fa più male e traumatizza di più il tessuto. Non usare lo stesso ago per più di 24 ore.» Fonte: Frid AH et al. (FITTER), Mayo Clin Proc. 2016;91:1231-1255 (PMID 27594187).
  • 7 settembre 2026 · dt1/iniezione — Prima: «Non usare creme anestetiche, perché possono influire sull'assorbimento.» Adesso: «I dati sull'effetto delle creme anestetiche sull'assorbimento dell'insulina sono limitati, quindi parlane con la tua équipe medica prima di usarle abitualmente.» Fonte: Nessuna linea guida sostiene il divieto, e FITTER 2016 non lo contiene.
  • 7 settembre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: «Il bicarbonato di sodio non si somministra di routine (solo con un pH inferiore a 7), perché è associato a un rischio maggiore di edema cerebrale.» Adesso: «Il bicarbonato di sodio non si somministra di routine. Si prende in considerazione solo nell'acidosi grave con contrattilità cardiaca compromessa o nell'iperkaliemia a rischio di vita, perché la sua somministrazione è associata a un rischio maggiore di edema cerebrale nel bambino.» Fonte: Glaser N et al. (ISPAD), Pediatr Diabetes. 2022;23:835-856 (PMID 36250645).
  • 7 settembre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta, dt1/remissione — Prima: la frase mancava. Adesso: «Non è un obiettivo delle linee guida: l'ADA 2026 raccomanda 80–130 mg/dL (4,4–7,2 mmol/L) prima dei pasti e sotto 180 mg/dL (10 mmol/L) dopo i pasti.» Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 7 settembre 2026 · dt2/cause — Prima: «e anche la depressione raddoppia il rischio di diabete. È interessante notare che la comparsa del diabete raddoppia il rischio di sviluppare in seguito una depressione (l'effetto sembra essere bidirezionale).» Adesso: «e la depressione aumenta il rischio di diabete di circa il 18%. Il legame vale nei due sensi: la comparsa del diabete aumenta di circa il 24% il rischio di una depressione successiva.» Fonte: Graham EA et al., J Affect Disord. 2020;265:224-232 (PMID 32090745). Nouwen A et al., Diabetologia. 2010;53:2480-2486 (PMID 20711716).
  • 7 settembre 2026 · dt1/psicologia — Prima: la frase mancava. Adesso: «Il rischio di sviluppare una depressione è circa 2,8 volte più alto nelle persone con diabete di tipo 1 rispetto alla popolazione generale, con grandi differenze fra gli studi, motivo per cui si raccomanda uno screening periodico della depressione.» Fonte: Desalegn D et al., J Autoimmun. 2026;158:103524 (PMID 41538974).
  • 21 settembre 2026 · dt1/insuline — Prima: l'analogo rapido agiva 4–5 ore, la NPH (neutral protamine Hagedorn) 12–16 ore e gli ultrarapidi iniziavano 2–4 minuti prima; la figura indicava l'inizio a 5 minuti e il glossario a 10–20 minuti. Adesso: 3–5 ore, 12–18 ore e 13–14 minuti prima; l'inizio è di 5–15 minuti nel testo, nella figura e nel glossario. Fonte: Heise T et al., Diabetes Obes Metab. 2020;22(10):1789-1798 (PMID 32436641).
  • 21 settembre 2026 · dt1/fattori-perinatali — Prima: un peso alla nascita oltre 4 kg aumentava il rischio del 17% (1,17 volte), del 3–4% ogni 500 g in più. Adesso: 10% (1,10 volte) e 3% ogni 500 g in più. Fonte: Cardwell CR et al., Diabetologia. 2010;53(4):641-651 (PMID 20063147).
  • 21 settembre 2026 · dt2/cause — Prima: nei gemelli, rischio del 50% e concordanza dell'80%; bevande zuccherate +25% per porzione quotidiana; carne processata +50% per 50 g; grassi trans +40%; dieta mediterranea o DASH −20–23%. Adesso: ereditabilità di circa il 72%; bevande zuccherate +20% per 250 mL al giorno; carne processata +37% per 50 g al giorno; il dato sui grassi trans è stato tolto perché privo di fonte; consumo ottimale di alimenti protettivi −42%. Fonte: Willemsen G et al., Twin Res Hum Genet. 2015;18(6):762-771 (PMID 26678054). Schwingshackl L et al., Eur J Epidemiol. 2017;32(5):363-375 (PMID 28397016).
  • 21 settembre 2026 · dt1/sport — Prima: dopo l'attività, il bolo del pasto successivo si riduceva del 20%. Adesso: del 50% (la basale notturna resta ridotta del 20%). Fonte: Campbell MD et al., BMJ Open Diabetes Res Care. 2015;3(1):e000085 (PMID 26019878).
  • 21 settembre 2026 · dt1/malattie-autoimmuni — Prima: il 20–30% delle persone con diabete di tipo 1 ha almeno un'altra malattia autoimmune. Adesso: l'ipotiroidismo, l'associazione più frequente, riguarda circa il 10%. Fonte: Nederstigt C et al., Eur J Endocrinol. 2019;180(2):135-144 (PMID 30508413).
  • 21 settembre 2026 · dt1/che-cos-e, dt1/stress, dt1/ritorno-autoimmunita — Prima: i sintomi comparivano dopo la distruzione dell'80–90% (o ≈90%) delle cellule beta; la luna di miele si presentava in ~60% dei pazienti. Adesso: 60–90% su tutte e tre le pagine; la luna di miele in circa il 50%. Fonte: Allineamento al valore delle altre pagine del sito.
  • 21 settembre 2026 · microinfusori/limiti, microinfusori/insulina-rapida, microinfusori/con-catetere, microinfusori/senza-catetere, dt1/preservare-cellule-beta — Prima: la scala dei chetoni del protocollo dei giorni di malattia partiva da 1,5 mmol/L; mancava il gradino inferiore. Adesso: sotto 1,5 mmol/L ci si idrata, si corregge e si ricontrolla dopo due ore. Fonte: Allineamento al valore delle altre pagine del sito.
  • 21 settembre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: una HbA1c sotto il 7% nel primo anno preserva la funzione delle cellule beta. Adesso: un controllo glicemico più stretto non ha fermato il calo del peptide C nei primi due anni. Fonte: Boughton CK et al. (CLOuD), N Engl J Med. 2022;387(10):882-893 (PMID 36069870).
  • 21 settembre 2026 · gestazionale/basi — Prima: il diabete gestazionale riguardava il 10–14% delle gravidanze e si ripresentava nel 30–50% delle donne alla gravidanza successiva. Adesso: circa il 14% delle gravidanze e una recidiva del 30–84%. Fonte: Wang H et al. (IDF Diabetes Atlas), Diabetes Res Clin Pract. 2022;183:109050 (PMID 34883186). Kim C et al., Diabetes Care. 2007;30(5):1314-1319 (PMID 17290037).
  • 21 settembre 2026 · microinfusori/cerotto-bolo — Prima: il microinfusore a cerotto per i boli si portava 4 giorni (96 ore). Adesso: 3 giorni (72 ore). Fonte: Dreon DM et al., J Diabetes Sci Technol. 2018;12(4):817-827 (PMID 29488399).
  • 21 settembre 2026 · secondario/pancreatogeno — Prima: dopo una pancreatectomia parziale, il diabete compariva nel 20–50% dei pazienti. Adesso: 6–21%. Fonte: Wu L et al., Clin Endocrinol (Oxf). 2020;92(5):396-406 (PMID 32017157).
  • 21 settembre 2026 · dt1/autoanticorpi, dt1/differenze — Prima: circa il 10% (su una pagina) e il 5–10% (sull'altra) delle persone con diabete di tipo 1 non ha autoanticorpi alla diagnosi. Adesso: 5–15% su entrambe le pagine. Fonte: Patel SK et al., Trends Endocrinol Metab. 2021;32(5):295-305 (PMID 33712367).
  • 21 settembre 2026 · dt1/mortalita — Prima: la mortalità ospedaliera della chetoacidosi era ≈0,2%; dopo una chetoacidosi, il rischio di morte era 13 volte più alto nel primo anno rispetto alla popolazione generale; la malattia renale cronica «triplica» il rischio. Adesso: ≈0,4%; dopo una chetoacidosi, il rischio di morte a lungo termine è circa 8 volte più alto rispetto alle persone con diabete di tipo 1 senza chetoacidosi; la malattia renale cronica moltiplica il rischio. Fonte: Desai D et al., Diabetes Care. 2018;41(8):1631-1638 (PMID 29773640). Budhram DR et al., Can J Diabetes. 2024;48(7):462-470.e3 (PMID 39069232). Groop PH et al. (FinnDiane), Diabetes. 2009;58(7):1651-1658 (PMID 19401416).
  • 21 settembre 2026 · dt1/hba1c — Prima: lo studio ACCORD ha mostrato un rischio cardiovascolare aumentato con un controllo molto stretto. Adesso: il braccio a controllo intensivo è stato interrotto in anticipo per l'aumento della mortalità. Fonte: ACCORD Study Group, N Engl J Med. 2008;358(24):2545-2559 (PMID 18539917).
  • 21 settembre 2026 · dt2/capire-il-diabete-tipo-2 — Prima: i benefici del controllo intensivo precoce persistevano 10–20 anni; l'incidenza nei bambini era aumentata negli ultimi due decenni. Adesso: 24 anni; tre decenni. Fonte: Adler AI et al. (UKPDS 91), Lancet. 2024;404(10448):145-155 (PMID 38772405). Xu ST et al., World J Pediatr. 2025;21(1):73-89 (PMID 39752048).
  • 21 settembre 2026 · dt1/mortalita — Prima: il rischio di morte era «fino a tre volte più alto» rispetto alle persone senza diabete, senza fonte; il riquadro mostrava 3×. Adesso: in un registro svedese, il rischio di morte era circa 3,5 volte più alto rispetto a persone della stessa età e sesso senza diabete, e più del doppio anche con una HbA1c del 6,9% o inferiore; il riquadro mostra 3,5×. Fonte: Lind M et al., N Engl J Med. 2014;371(21):1972-1982 (PMID 25409370).
  • 3 ottobre 2026 · sensori/tempo-reale — Prima: il sensore a scansione intermittente era presentato come un'opzione attuale, accanto al sensore in tempo reale. Adesso: il sensore a scansione intermittente è stato nel frattempo sostituito da quello in tempo reale. Per il diabete di tipo 1, il sensore adatto è uno in tempo reale, con allarmi. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · sensori/trasmissione-dati — Prima: la trasmissione continua e la scansione intermittente restavano entrambe metodi di monitoraggio accettati. Adesso: la scansione intermittente è stata nel frattempo sostituita dalla trasmissione continua. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: un anti-GAD65 positivo, anche a titolo modesto, stabiliva la diagnosi di LADA (diabete autoimmune latente dell'adulto). Il LADA era anche presentato come una sottoforma del diabete di tipo 1. Adesso: un anti-GAD65 isolato a basso titolo compare anche nell'1–2% della popolazione adulta generale e va interpretato con prudenza. Il LADA fa parte dello spettro del diabete di tipo 1 e non ha criteri diagnostici accettati universalmente. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia-inavvertita — Prima: la pagina non diceva che il sensore non riduce la frequenza della mancata percezione dell'ipoglicemia. Adesso: il sensore riduce il numero delle ipoglicemie, ma negli studi clinici non ha ridotto anche la frequenza della mancata percezione dell'ipoglicemia. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: i sistemi automatizzati di erogazione dell'insulina riducevano in modo significativo la frequenza delle ipoglicemie gravi. Adesso: riducono in modo significativo la variabilità glicemica e il numero delle ipoglicemie. Una riduzione degli episodi gravi non è stata dimostrata per i sistemi automatizzati. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450). Bojoga I et al., Pediatr Rep. 2024;16(4):1188-1199 (PMID 39728741).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/mortalita — Prima: i microinfusori con sospensione predittiva e i sistemi ad ansa chiusa avevano lo stesso effetto del sensore con allarmi sulle ipoglicemie gravi. Adesso: questi microinfusori riducono le ipoglicemie, ma una riduzione degli episodi gravi non è stata dimostrata. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: l'insulina analoga rapida aveva il picco a un'ora e l'effetto completo di una dose si vedeva dopo due ore. Adesso: il picco d'azione si raggiunge entro le prime due ore e dopo due ore si vede la maggior parte dell'effetto di una dose. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/autoimmunita — Prima: il teplizumab era l'unico trattamento di questo tipo approvato finora negli Stati Uniti e ritardava l'esordio clinico di circa due anni. Adesso: il teplizumab è approvato in Nord America, in Europa, in Cina e in altri Paesi dell'Asia, del Medio Oriente e dell'America Latina. Un unico ciclo di 14 giorni ritarda l'esordio clinico di 2–3 anni. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: la depressione clinica riguardava il 20–40% delle persone con diagnosi recente. Adesso: la depressione clinica riguarda circa il 22% delle persone con diabete di tipo 1, contro il 13% delle persone senza diabete. L'intervallo del 20–40% si riferisce al distress da diabete. Fonte: Farooqi A et al., Prim Care Diabetes. 2022;16(1):1-10 (PMID 34810141). Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: la paura dell'ipoglicemia riguardava circa il 30% dei pazienti. Adesso: un questionario di screening trova una paura elevata in circa il 30% degli adulti con diabete di tipo 1, mentre altri dati indicano fino al 10%. Fonte: Peter ME et al., BMJ Open Diabetes Res Care. 2023;11(4):e003394 (PMID 37423638). Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/che-cos-e — Prima: il diabete di tipo 1 rappresentava il 5–10% dei casi di diabete ed era associato a un BMI normale o basso. Adesso: rappresenta l'1–2% dei casi di diabete nel mondo e circa il 5% in Europa e Nord America. Il BMI alla diagnosi è di solito normale o basso, ma l'obesità è frequente quanto nella popolazione generale. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: lo standard di trattamento era la combinazione di un analogo ultrarapido e di un analogo basale ad azione prolungata. Gli ultrarapidi iniziavano ad agire 13–14 minuti prima. Adesso: lo standard è un analogo rapido o ultrarapido ai pasti associato a un analogo basale. Gli ultrarapidi abbassano di più la glicemia dopo il pasto, ma non riducono ulteriormente l'HbA1c né le ipoglicemie. I 13–14 minuti erano il tempo fino a metà della concentrazione massima nel sangue, non l'inizio dell'azione. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450). Heise T et al., Diabetes Obes Metab. 2020;22(10):1789-1798 (PMID 32436641).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: i sistemi ad ansa chiusa gestivano automaticamente le oscillazioni dello sforzo, e l'ipoglicemia dopo l'attività poteva comparire fino a 12 ore dopo. Adesso: l'attività fisica va annunciata al sistema automatizzato, con nuove regole per l'obiettivo glicemico, il bolo del pasto e i carboidrati prima dello sforzo. L'ipoglicemia dopo l'attività può comparire fino a 24 ore dopo. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 3 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: la pagina non citava le malattie autoimmuni tra le cause delle ipoglicemie senza spiegazione. Non citava nemmeno l'effetto a lungo termine delle ipoglicemie gravi sul cervello negli adulti. Adesso: una malattia autoimmune della tiroide o delle ghiandole surrenali, oppure una celiachia non diagnosticata, può causare ipoglicemie senza spiegazione. Negli adulti seguiti per 32 anni, un numero maggiore di ipoglicemie gravi si è associato a un calo più marcato della velocità psicomotoria e dell'efficienza mentale. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/schemi-di-terapia — Prima: l'uso di un farmaco GLP-1 nel diabete di tipo 1 era presentato come una decisione fuori indicazione, non coperta dal foglio illustrativo del prodotto. Adesso: liraglutide, semaglutide e tirzepatide sono approvate anche per l'obesità. Il foglio illustrativo per l'obesità non esclude il diabete di tipo 1, quindi il medico può consigliarle ad alcune persone con diabete di tipo 1 e obesità. La pagina riporta anche i risultati più recenti: 8,8 kg in meno con semaglutide in persone con un sistema automatizzato di insulina. Con tirzepatide il calo è del 10,1% in 8 mesi. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · microinfusori/secrezione-naturale — Prima: la pagina diceva che il fegato lascia passare metà dell'insulina che gli arriva, un dato tratto da uno studio sui cani. Adesso: il fegato trattiene circa il 70% dell'insulina che gli arriva, e solo ciò che rimane passa al resto del corpo. Lo studio sui cani è stato tolto dalla bibliografia. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: la pagina diceva che gli aghi più lunghi di 8 mm dovevano essere usati dalle persone con grasso sottocutaneo in eccesso. Non citava nemmeno il controllo delle zone di iniezione da parte del medico. Adesso: gli aghi più lunghi di 8 mm non servono nemmeno alle persone con qualche chilo in più, perché la loro pelle non è più spessa. Il medico dovrebbe controllare e palpare le zone di iniezione almeno una volta all'anno. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: lo screening della retinopatia negli adulti era raccomandato cinque anni dopo l'esordio, con un esame oculistico a pupilla dilatata. Adesso: lo screening si fa entro i primi cinque anni dall'esordio. Si fa con un esame oculistico o con una fotografia della retina, per la quale la dilatazione della pupilla non è sempre necessaria. Il controllo si ripete ogni anno e, dopo uno o più esami normali, può essere fatto ogni 1–2 anni. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: la pagina indicava la frequenza della chetoacidosi all'esordio solo per bambini e adolescenti. Adesso: negli adulti, la chetoacidosi è la prima manifestazione del diabete di tipo 1 nel 6–21% dei casi diagnosticati. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: la pagina citava in modo generico i sistemi di monitoraggio continuo dei chetoni. Adesso: la pagina precisa che esistono sensori che misurano in modo continuo, nello stesso momento, la glicemia e i chetoni, con una nuova fonte su questa tecnologia. Fonte: Hoss U et al., Diabetes Technol Ther. 2025;27(S4):S20-S24 (PMID 41267375).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/differenze — Prima: la pagina non diceva quando sospettare un MODY (maturity-onset diabetes of the young) né in quali condizioni si misura il peptide C. Adesso: il medico pensa al MODY soprattutto quando il diabete è comparso prima dei 35 anni, con HbA1c inferiore al 7,5% alla diagnosi o un genitore con diabete. Il test genetico si fa solo senza autoanticorpi e con peptide C superiore a 0,6 ng/mL. Il peptide C non si misura entro 12 ore da un'ipoglicemia grave né nell'insufficienza renale terminale. Si misura insieme alla glicemia entro 5 ore da un pasto. Un valore basso ottenuto con glicemia inferiore a 72 mg/dL (4 mmol/L) o a digiuno va ripetuto. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: la pagina diceva che la maggior parte dei diabetologi preferisce dosare l'HbA1c ogni tre mesi in ogni condizione. Adesso: se i dati del sensore arrivano regolarmente al medico, l'HbA1c si può dosare anche meno spesso. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · calcolatori/rischio-cardiovascolare — Prima: la pagina non diceva che le equazioni PREVENT non distinguono tra diabete di tipo 1 e di tipo 2. Adesso: per il diabete di tipo 1 esistono calcolatori del rischio costruiti apposta, come lo Steno Type 1 Risk Engine e LIFE-T1D. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/alimenti — Prima: la pagina diceva che l'alcol può aumentare il rischio di ipoglicemia alcune ore dopo. Adesso: il rischio di ipoglicemia può restare più alto fino a 24 ore dopo l'ultimo bicchiere. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 4 ottobre 2026 · dt1/stadi — Prima: la pagina definiva lo stadio 2 solo con una glicemia nell'intervallo del prediabete. Adesso: lo stadio 2 si può riconoscere anche da un aumento dell'HbA1c di almeno il 10% rispetto al valore precedente, confermato ripetendo l'esame entro 6–12 mesi. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/stadi — Prima: la pagina indicava un rischio a 5 anni di circa il 30% con due autoanticorpi e il 45% con tre. Adesso: con due o più autoanticorpi e la glicemia normale, il rischio è di circa il 44% entro 5 anni e il 70% entro 10 anni. Entro 15 anni arriva a circa l'85% con due autoanticorpi e al 92% con tre. Fonte: Ziegler AG et al., JAMA. 2013;309(23):2473-2479 (PMID 23780460). Phillip M et al., Diabetologia. 2024;67(9):1731-1759 (PMID 38910151).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/diffusione-autoimmunita — Prima: la progressione dallo stadio 1 allo stadio 3 era stimata intorno al 30% a 5 anni. Adesso: la progressione è stimata intorno al 44% a 5 anni e all'85% a 15 anni. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 5 ottobre 2026 · gestazionale/basi — Prima: la conclusione indicava ancora una recidiva del 30–50%, anche se il resto della pagina era stato corretto al 30–84%. Adesso: il diabete gestazionale si ripresenta nella gravidanza successiva in circa 4 donne su 10, con valori tra il 30 e l'84% a seconda degli studi. Fonte: Getahun D et al., Am J Obstet Gynecol. 2010;203(5):467.e1-6 (PMID 20630491). Kim C et al., Diabetes Care. 2007;30(5):1314-1319 (PMID 17290037).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: l'insulina basale rappresentava circa il 50% del fabbisogno insulinico giornaliero. Adesso: l'insulina basale rappresenta di solito il 30–50% del fabbisogno insulinico giornaliero. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2024;47(Suppl 1):S158-S178 (PMID 38078590).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: il fabbisogno di insulina dell'adulto era indicato in 0,5–1,0 unità/kg/die. Adesso: il fabbisogno si assesta di solito su 0,4–1,0 unità/kg/die. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2024;47(Suppl 1):S158-S178 (PMID 38078590).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: dopo la luna di miele, la pagina indicava un fabbisogno di 0,7–1,0 unità/kg/die. Adesso: dopo la luna di miele, il fabbisogno è di solito di 0,4–1,0 unità/kg/die, maggiore durante l'adolescenza. Fonte: Silver B et al., Diabetes Ther. 2018;9(2):449-492 (PMID 29508275).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/trattare-ipoglicemia-grave — Prima: i soccorsi medici si chiamavano solo se la persona non rispondeva entro 15 minuti dal glucagone. Adesso: i soccorsi medici si chiamano subito dopo la somministrazione del glucagone, e una seconda dose si può dare dopo 15 minuti, in attesa dei soccorsi. Fonte: schede tecniche di Gvoke e Baqsimi (FDA), sezione 2.1.
  • 5 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: la pagina diceva che, a volte, con valori glicemici perfetti, l'insulina si poteva sospendere nella remissione totale. Adesso: la sospensione dell'insulina è rara, temporanea e la decide solo il team medico, con un attento monitoraggio della glicemia. Fonte: Audit interno sulla sicurezza dei pazienti, 5 ottobre 2026.
  • 5 ottobre 2026 · dt1/stadi, dt1/peso, dt1/diffusione-autoimmunita — Prima: il teplizumab era descritto come approvato a partire dagli 8 anni. Adesso: le pagine non indicano più un'età minima. L'indicazione è stata estesa ad aprile 2026 (negli Stati Uniti, da 1 anno, nello stadio 2) e varia da Paese a Paese. Fonte: scheda tecnica di Tzield (teplizumab), FDA, giugno 2026.
  • 5 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: il teplizumab ritarderebbe di 2–3 anni la perdita della funzione beta se somministrato negli stadi precoci. Adesso: nei bambini di 8–17 anni con diagnosi recente, il teplizumab rallenta il calo della produzione propria di insulina. Fonte: Ramos EL et al., N Engl J Med. 2023;389(23):2151-2161 (PROTECT, PMID 37861217).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: la maggior parte delle persone avrebbe bisogno fino al 50% di insulina in più a colazione e del 30–50% in meno a pranzo. Adesso: molte persone hanno bisogno di più insulina a colazione, e circa la metà presenta il fenomeno dell'alba. Fonte: Hegab AM, Pediatr Diabetes. 2019;20(8):1087-1093 (PMID 31433557).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: negli anziani fragili si accettava un'HbA1c fino all'8–8,5%. Adesso: l'obiettivo dipende dallo stato di salute, sotto l'8% con malattie associate e nessun valore preciso nei molto fragili. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S277-S296 (PMID 41358888).
  • 5 ottobre 2026 · dt2/cause — Prima: lo screening del diabete di tipo 2 era legato a un'età superiore a 45 anni. L'obiettivo di HbA1c per un esordio dopo i 75 anni era del 7,5–8%. Adesso: lo screening si esegue in tutti gli adulti a partire dai 35 anni e a qualsiasi età in caso di sovrappeso con un fattore di rischio. L'obiettivo di HbA1c negli anziani dipende dallo stato di salute. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S277-S296 (PMID 41358888).
  • 5 ottobre 2026 · dt2/cause — Prima: dopo il diabete gestazionale il rischio arrivava al 50% nel lungo termine, e il prediabete progrediva del 10% all'anno. Ogni chilogrammo in più aumentava il rischio del 5%, e l'incidenza raddoppiava a ogni decennio. Adesso: dopo il diabete gestazionale il rischio è quasi 10 volte più alto, e il prediabete progredisce del 5–10% all'anno. Le cifre per chilogrammo e per decennio sono state tolte perché non avevano una fonte. I succhi di frutta naturali sono separati dalle bevande zuccherate e aumentano il rischio di circa il 7% per porzione quotidiana. Fonte: Vounzoulaki E et al., BMJ 2020 (PMID 32404325), Tabák AG et al., Lancet 2012 (PMID 22683128) e Imamura F et al., BMJ 2015 (PMID 26199070).
  • 5 ottobre 2026 · sensori/principio-di-misura — Prima: la maggior parte dei sensori funzionava tra 7 e 15 giorni, «di recente anche 21 giorni». Adesso: la pagina indica tra 7 e 15 giorni. I 21 giorni venivano da uno studio in cui il sensore è stato portato di proposito fino al guasto, non da un sistema approvato. Fonte: Bhargava A et al., Diabetes Ther. 2025;16(9):1861-1870 (PMID 40705275).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/sintomi-ipoglicemia — Prima: la figura chiamava «la zona abituale tra i pasti» qualsiasi glicemia da 60 mg/dL (3,3 mmol/L) in su. Adesso: la nota indica che tra 60 e 69 mg/dL (3,3–3,8 mmol/L) è già un'ipoglicemia di livello 1, che va trattata anche senza segni. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 5 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: l'analogo lento «dura almeno 24 ore», e il degludec «fino a 42 ore». Adesso: l'analogo lento dura circa 24 ore, e il degludec oltre 42 ore, perché 42 ore è la durata minima misurata. Fonte: Owens DR et al., Diabetes Metab. 2019;45(4):330-340 (PMID 30496834).
  • 5 ottobre 2026 · dt2/capire-il-diabete-tipo-2, dt1/differenze — Prima: il trattamento iniziale del diabete di tipo 2 era descritto come «cambiamenti dello stile di vita e farmaci per bocca». Adesso: i farmaci sono scelti in base alle malattie associate e possono essere compresse o iniezioni, come la metformina o gli agonisti del recettore del GLP-1. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 5 ottobre 2026 · sensori/principio-impiantabili — Prima: la pagina diceva solo che il paracetamolo e la vitamina C non alterano le letture del sensore impiantabile. Adesso: aggiunge che la tetraciclina e il mannitolo possono alterarle. Fonte: Lorenz C et al., Diabetes Technol Ther. 2018;20(5):344-352 (PMID 29600877).
  • 6 ottobre 2026 · dt2/capire-il-diabete-tipo-2 — Prima: la produzione residua di insulina si dimostrava con un peptide C sopra 1 ng/mL. Adesso: la produzione residua si dimostra con un peptide C sopra 0,6 ng/mL (0,2 nmol/L). Fonte: Lin YY et al., Diabet Med. 2025;42(3):e15469 (PMID 39797595).
  • 7 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: «Rimanda l'attività fisica finché i chetoni non sono negativi (sotto 0,6 mmol/L) e la glicemia non scende sotto 250 mg/dL (13,9 mmol/L).» Adesso: «Rimanda l'attività fisica finché i chetoni non sono negativi (sotto 0,6 mmol/L). L'attività fisica intensa si rimanda anche quando la glicemia è di 350 mg/dL (19,4 mmol/L) o più.» Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S297-S320 (PMID 41358890).
  • 7 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: i chetoni si controllavano con glicemia sopra 250 mg/dL (13,9 mmol/L). Adesso: la soglia di controllo è 270 mg/dL (15 mmol/L). Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5:377-390 (PMID 28126459).
  • 9 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: la pagina indicava che la glicemia dell'ultimo mese pesa per il 50% sull'HbA1c, e quella di tre mesi fa per il 10%. Diceva anche che i globuli rossi vivono «in genere tre mesi». Adesso: l'HbA1c è descritta come una media ponderata, in cui la glicemia delle ultime settimane conta di più. Le percentuali sono state tolte perché nessuna fonte verificata le contiene. I globuli rossi vivono circa 120 giorni, ma l'HbA1c riflette gli ultimi 2–3 mesi. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: quando le correzioni fallivano di continuo, il fattore di sensibilità veniva aumentato temporaneamente. Adesso: il fattore viene ridotto temporaneamente, così che ogni correzione porti più insulina, dopo averne parlato con il medico. Fonte: Davidson PC et al., Endocr Pract. 2008;14(9):1095-1101 (PMID 19158048).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/schemi-di-terapia — Prima: la dose dimenticata di insulina glargine si faceva solo se erano passate meno di 12 ore, altrimenti si saltava fino al giorno dopo. Adesso: la dose dimenticata si può fare appena te ne ricordi oppure, in alternativa, si fanno più dosi di insulina rapida fino all'orario abituale. I chetoni si controllano a ogni glicemia sopra 200 mg/dL (11,1 mmol/L). Fonte: Silver B et al., Diabetes Ther. 2018;9(2):449-492 (PMID 29508275) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/remissione, dt1/evoluzione — Prima: la luna di miele iniziava 1–2 settimane dopo la diagnosi e a volte permetteva di sospendere del tutto l'insulina. Adesso: la remissione inizia in genere 1–2 settimane, e al più tardi due mesi, dopo la diagnosi, e l'insulina si sospende solo su decisione del medico. Fonte: Abdul-Rasoul M et al., Pediatr Diabetes. 2006;7(2):101-107 (PMID 16629716).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/alimenti-ipoglicemia — Prima: yogurt, formaggio, prosciutto e latte erano consigliati per lo spuntino dopo la correzione di un'ipoglicemia. Adesso: lo spuntino contiene carboidrati ad assorbimento lento, come pane, latte o un frutto. Formaggio e prosciutto non prevengono un nuovo calo della glicemia. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534) e Paterson MA et al., Diabet Med. 2019;36(12):1585-1599 (PMID 31454430).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/dopo-ipoglicemia, dt1/trattare-ipoglicemia, dt1/sintomi-ipoglicemia — Prima: prima di guidare si aspettavano 45 minuti dalla correzione, e almeno un'ora nella pagina sui sintomi. Adesso: tutte e tre le pagine indicano di aspettare almeno 45 minuti dopo che la glicemia misurata è tornata normale, e di non mettersi alla guida sotto 90 mg/dL (5,0 mmol/L). Fonte: Graveling AJ et al., Clin Diabetes Endocrinol. 2015;1:8 (PMID 28702227) e Trawley S et al., Diabetes Technol Ther. 2022;24(5):350-356 (PMID 35156852).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: agli amici si diceva di chiamare aiuto solo in caso di perdita di coscienza. Adesso: se non riesci a deglutire, non rispondi o hai convulsioni, non devono darti nulla per bocca, ma il glucagone, e devono chiamare subito i soccorsi. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16. Online ahead of print (PMID 42747450).
  • 12 ottobre 2026 · sensori/che-cos-e-un-sensore — Prima: dopo l'allarme di glucosio basso mancava la ripetizione dei 15 g di carboidrati, e la frase su vomito e sonnolenza poteva essere letta come consiglio per l'ipoglicemia. Adesso: se dopo 15 minuti il glucosio è ancora sotto 70 mg/dL (3,9 mmol/L), si prendono altri 15 g. Nell'ipoglicemia grave chi sta vicino dà il glucagone e chiama i soccorsi, e il pronto soccorso resta per il glucosio alto con vomito o difficoltà a respirare. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: per un'attività non programmata si consigliavano 15 g di carboidrati all'ora. Adesso: 15–20 g all'ora possono bastare solo se la dose di insulina è stata ridotta in anticipo. Senza questa riduzione possono servire fino a 60 g all'ora. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/stadi, dt1/test-autoanticorpi — Prima: nello stadio 1 si usavano gli intervalli di controllo previsti per un solo autoanticorpo, compreso una volta ogni 3 anni negli adulti. Adesso: nello stadio 1 HbA1c e glicemia si controllano ogni 3 mesi prima dei 3 anni, ogni 6 mesi dai 3 ai 9 anni e una volta all'anno dopo i 9 anni e negli adulti. Nello stadio 2 i controlli sono ogni 3 mesi nei bambini e ogni 6 mesi negli adulti. Ogni schema di test è assegnato al gruppo giusto. Fonte: Haller MJ et al., Horm Res Paediatr. 2024;97(6):529-545 (PMID 39662065) e Phillip M et al., Diabetologia. 2024;67(9):1731-1759 (PMID 38910151).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/criteri — Prima: l'origine autoimmune era confermata solo da almeno due autoanticorpi. Adesso: nel diabete clinicamente manifesto basta un solo autoanticorpo, e un titolo vicino al limite superiore della norma si ripete dopo 3 mesi. Fonte: Evans-Molina C et al., Diabetes Obes Metab. 2025;27(Suppl 6):57-68 (PMID 40230204).
  • 12 ottobre 2026 · calcolatori/phq-9 — Prima: il testo consigliava di parlare con qualcuno se avevi segnato qualcosa all'ultima domanda. Adesso: qualsiasi risposta diversa da “Mai” alla domanda sui pensieri di morte o di farti del male richiede di parlarne il giorno stesso con il medico o con una persona vicina. In caso di pericolo immediato si chiama il numero di emergenza. Fonte: Kroenke K et al., J Gen Intern Med. 2001;16(9):606-613 (PMID 11556941).
  • 12 ottobre 2026 · calcolatori/pressione-arteriosa — Prima: la pagina diceva solo che una sola misurazione non pone una diagnosi, per quanto alto sia il numero. Adesso: sopra 180/120 mmHg con dolore al petto, mancanza di respiro o segni neurologici si chiamano i soccorsi; senza questi segni si ripete la misurazione e si avvisa il medico. Il calcolatore mostra lo stesso messaggio. Fonte: Jones DW et al., Hypertension. 2025;82(10):e212-e316 (PMID 40811516).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/sintomi-ipoglicemia — Prima: le soglie di 60 e 50 mg/dL (3,3 e 2,8 mmol/L) erano attribuite a fonti che non le contengono. Adesso: le soglie hanno la loro fonte, uno studio su persone senza diabete, e per il trattamento conta il valore di 54 mg/dL (3,0 mmol/L). Fonte: Mitrakou A et al., Am J Physiol. 1991;260(1 Pt 1):E67-E74 (PMID 1987794).
  • 12 ottobre 2026 · dt1/stadi, dt1/diffusione-autoimmunita, dt1/autoimmunita, dt1/preservare-cellule-beta, dt1/test-autoanticorpi — Prima: le pagine sul teplizumab non citavano alcun rischio del trattamento. Adesso: precisano che si somministra per infusione sotto controllo medico e che può ridurre temporaneamente i linfociti e riattivare alcuni virus, raramente in modo grave. Fonte: Dias RP et al., Diabet Med. 2026;43(7):e70329 (PMID 42051156) e Klemann C et al., Diabetes Care. 2026;49(10):1790-1794 (PMID 42520060).
  • 12 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-bolo — Prima: il cerotto di bolo si portava 3 giorni, dopo la correzione del 21 settembre 2026, e rilasciava due unità a ogni clic. Adesso: si porta fino a 7 giorni, secondo l'autorizzazione della FDA di aprile 2026, e una versione autorizzata rilascia un'unità a ogni clic. La correzione del 21 settembre si basava su lavori del 2018 sulla versione precedente. Fonte: U.S. FDA, 510(k) K252757 e K243273.
  • 13 ottobre 2026 · dt1/esordio — Prima: la pagina diceva che i bambini con familiarità per il diabete di tipo 1 hanno un rischio ancora maggiore di esordio grave. Adesso: i bambini che hanno già in famiglia una persona con diabete di tipo 1 si presentano meno spesso con chetoacidosi all'esordio. Fonte: Usher-Smith JA et al., BMJ. 2011;343:d4092 (PMID 21737470).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/autoanticorpi — Prima: il GADA era presentato come l'autoanticorpo che persiste più a lungo dopo la diagnosi, e lo IA-2A come uno che cala presto. Adesso: il GADA e lo IA-2A persistono più a lungo, mentre lo ZnT8A cala più rapidamente, soprattutto nei primi 5 anni. Fonte: Williams CL et al., Clin Exp Immunol. 2022;210(2):151-162 (PMID 36181724).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/autoimmunita — Prima: la pagina diceva che il processo autoimmune non si può fermare «per ora, al di fuori degli studi clinici». Adesso: non si può fermare in modo definitivo, ma un trattamento approvato, il teplizumab, può rallentarlo. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16. Online ahead of print (PMID 42747450).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/malattie-autoimmuni — Prima: l'esordio del diabete di tipo 1 in età più avanzata era presentato come fattore di rischio per un'ulteriore malattia autoimmune. Adesso: l'esordio nella prima infanzia si associa soprattutto alla celiachia, quello più tardivo alle malattie della tiroide. Fonte: Samuelsson J et al., Diabetologia. 2024;67(4):679-689 (PMID 38252314).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/che-cos-e — Prima: nel diabete di tipo 2 il trattamento iniziale comprendeva farmaci per bocca, con l'insulina che a volte serviva negli stadi più avanzati. Nei giovani il diabete compariva dopo la distruzione di «anche meno» del 60–90% delle cellule beta. Adesso: il trattamento comincia con farmaci scelti in base alle malattie associate, in compresse o iniezioni, e l'insulina può servire già alla diagnosi se la glicemia è molto alta. La precisazione sui giovani è stata tolta. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/confermare-ipoglicemia — Prima: con il paziente incosciente «si chiede aiuto», e la conclusione diceva che l'ipoglicemia da compressione non ha bisogno di trattamento. Adesso: si chiamano subito i soccorsi, e un valore basso di notte si controlla con il glucometro prima di considerarlo falso. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: l'edema cerebrale era spiegato con un calo troppo rapido della glicemia e dell'osmolalità. La chetoacidosi all'esordio era indicata al 60–80% nei Paesi a reddito basso e medio. Adesso: la causa non è del tutto chiarita, e la riduzione del flusso di sangue nel cervello e l'infiammazione sembrano avere un ruolo importante. La frequenza all'esordio varia tra i Paesi da circa il 13% all'80%. Fonte: Siddiqui EU et al., Ann Pediatr Endocrinol Metab. 2025;30(5):242-249 (PMID 41207289) e Niechciał E et al., Pediatr Diabetes. 2025;2025:8927409 (PMID 40741228).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/differenze — Prima: a parità di età all'esordio, il rischio cardiovascolare e l'impatto sulla longevità erano presentati come maggiori nel diabete di tipo 2. La fonte citata non faceva questo confronto. Adesso: con l'esordio tra i 15 e i 30 anni, il diabete di tipo 2 porta a più decessi e complicanze rispetto al diabete di tipo 1. Fonte: Constantino MI et al., Diabetes Care. 2013;36(12):3863-3869 (PMID 23846814).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/dopo-ipoglicemia — Prima: la stanchezza dopo un'ipoglicemia era presentata come mai dovuta a una nuova ipoglicemia. Adesso: la stanchezza dipende di solito dal recupero più lento del cervello, ma la glicemia si controlla e non si prendono carboidrati in più se il valore è normale. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/diffusione-autoimmunita — Prima: la sieroreversione era descritta come più frequente con un'età più avanzata alla sieroconversione. Adesso: compare soprattutto nelle persone con un solo autoanticorpo e con titolo basso o in calo. Fonte: Vehik K et al., Diabetes Care. 2016;39(9):1535-1542 (PMID 27311490).
  • 13 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: l'effetto degli ortaggi a radice e della frutta introdotti prima dei 4 mesi scompariva dopo i 3 anni. Il sovrappeso infantile «raddoppiava» il rischio, e mantenere il peso era presentato come un beneficio dimostrato. Adesso: gli ortaggi a radice introdotti presto si associano a un rischio maggiore, i cereali e l'uovo solo fino ai 3 anni. La frutta introdotta tra i 4 e i 6 mesi si associa a un rischio minore. L'obesità infantile si associa a un rischio circa doppio, e il beneficio del mantenere il peso non è stato dimostrato. Fonte: Virtanen SM et al., Diabet Med. 2011;28(8):965-971 (PMID 21418094), Lampousi AM et al., EBioMedicine. 2021;72:103633 (PMID 34656932) e Verbeeten KC et al., Diabet Med. 2011;28(1):10-18 (PMID 21166841).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: un livello basso di vitamina D nella madre era presentato come capace di aumentare il rischio di diabete di tipo 1, con una fonte che non parlava della vitamina D. Adesso: il legame è emerso in alcuni studi, solo per l'ultimo trimestre, ma non è stato confermato in tutti i dati. Gli integratori in gravidanza non modificano il rischio. Fonte: Lampousi AM et al., EBioMedicine. 2021;72:103633 (PMID 34656932), Sørensen IM et al., Diabetes. 2012;61(1):175-178 (PMID 22124461) e Silvis K et al., Pediatr Diabetes. 2019;20(1):86-92 (PMID 30411443).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: emulsionanti e composti formati ad alte temperature venivano detti aumentare «probabilmente» il rischio di diabete di tipo 1 negli animali, con una fonte che non studiava il diabete di tipo 1. Adesso: nei topi gli emulsionanti hanno alterato i batteri intestinali e provocato un'infiammazione intestinale, e gli alimenti ricchi di composti formati ad alte temperature hanno aumentato il rischio di diabete di tipo 1. Fonte: Chassaing B et al., Nature. 2015;519(7541):92-96 (PMID 25731162) e Peppa M et al., Diabetes. 2003;52(6):1441-1448 (PMID 12765955).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: un livello ematico elevato di grassi saturi era associato a un rischio maggiore. Adesso: livelli più alti di alcuni grassi saturi nel sangue dei lattanti si sono associati a un rischio più basso di autoimmunità e riflettono in parte il latte ricevuto. Fonte: Niinistö S et al., Diabetologia. 2017;60(7):1223-1233 (PMID 28474159) e Hakola L et al., Eur J Nutr. 2023;62(2):847-856 (PMID 36284022).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: un livello ematico più alto di vitamina E era associato a un rischio più basso di diabete di tipo 1. Adesso: un apporto alimentare più alto di vitamina E si associa a un rischio un po' più basso di autoimmunità e, forse, di diabete di tipo 1. Fonte: Mattila M et al., Diabetologia. 2026;69(4):917-929 (PMID 41413297).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: la dieta mediterranea veniva detta migliorare «chiaramente» il controllo glicemico nei bambini con diabete di tipo 1. Adesso: una migliore aderenza a questa dieta si associa a un migliore controllo glicemico. Fonte: Güneş Kaya D et al., BMC Endocr Disord. 2024;24(1):63 (PMID 38724988) e Nóvoa-Medina Y et al., Front Nutr. 2024;10:1338601 (PMID 38249596).
  • 14 ottobre 2026 · dt1/fibre-e-polioli — Prima: la pagina consigliava di pesare i legumi cotti, senza precisare che il valore sulla confezione di legumi secchi si riferisce al prodotto secco. Combinate, le due indicazioni potevano triplicare i carboidrati contati. Adesso: controlli prima se l'etichetta si riferisce al prodotto secco o a quello cotto, e per il prodotto secco pesi prima della cottura. Fonte: Verifica interna del testo, 14 ottobre 2026.
  • 14 ottobre 2026 · dt1/grammi-di-carboidrati — Prima: un errore di 10 g di carboidrati veniva detto cambiare molto la glicemia e, nei bambini, avere «un impatto molto grande». Adesso: una dose calcolata correttamente di solito copre uno scostamento fino a 10 g. Nei bambini e negli adolescenti serve un errore di 20 g per aumentare in modo significativo il rischio di ipoglicemia o di iperglicemia. Fonte: Smart CE et al., Diabet Med. 2012;29(7):e21-e24 (PMID 22268422) e Bell KJ et al., J Diabetes Complications. 2015;29(8):1323-1329 (PMID 26422396).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: tra due correzioni con insulina analoga rapida si aspettavano due ore, senza alcuna condizione. Adesso: una nuova correzione si può fare dopo almeno due ore solo se si sottrae l'insulina ancora attiva, altrimenti dopo almeno 4 ore. Nei giorni di malattia l'intervallo è di 2–3 ore, uguale in tutto il testo. Fonte: Walsh J et al., J Diabetes Sci Technol. 2014;8(1):170-178 (PMID 24876553).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: nei giorni di malattia i corpi chetonici si controllavano se la glicemia restava sopra 250 mg/dL (13,9 mmol/L) per più di tre ore, e le correzioni potevano arrivare a circa il 150% della dose abituale, una cifra senza fonte. Adesso: i corpi chetonici si misurano fin dall'inizio della malattia e finché la glicemia supera 200 mg/dL (11,1 mmol/L), e le dosi di correzione possono essere più alte del solito. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: la correzione fatta in presenza di chetoni, prima dello sport, poteva arrivare a circa il 150% della dose abituale, una cifra senza fonte. Adesso: la dose di correzione può essere più alta del solito, secondo il protocollo concordato con l'équipe medica. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5:377-390 (PMID 28126459).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia-grave — Prima: tra le situazioni in cui si chiamano i soccorsi c'era il paziente che «non si riprende dopo il glucagone», una formulazione che poteva essere letta come una condizione. Adesso: i soccorsi si chiamano ogni volta che il paziente non è pienamente cosciente o non riesce a deglutire. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: per una dose di insulina troppo alta la pagina indicava solo come comportarsi a casa. Adesso: se la dose sbagliata è grande, si avvisa subito l'équipe medica o si va al pronto soccorso, perché l'ipoglicemia può durare molte ore e richiedere glucosio per via endovenosa. Fonte: Johansen NJ, Christensen MB, Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2018;122(6):650-659 (PMID 29316226).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/pasto-sotto-30-g — Prima: l'interazione dei farmaci con un'alimentazione molto povera di carboidrati era limitata al rischio di ipoglicemia. Adesso: gli inibitori di SGLT2 aumentano il rischio di chetoacidosi quando l'apporto di carboidrati è molto basso, e con un'alimentazione stabilmente molto povera di carboidrati il glucagone può agire meno bene in un'ipoglicemia grave. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: la sottrazione di metà della fibra oltre i 5 g era indicata senza il tipo di etichetta, quindi anche per le etichette dell'UE, dove avrebbe portato a una dose di insulina troppo bassa. Adesso: la regola vale solo per le etichette americane e canadesi, e su un'etichetta dell'UE la fibra non si sottrae, perché non è inclusa in “Carboidrati”. Fonte: Stephen AM et al., Nutr Res Rev. 2017;30(2):149-190 (PMID 28676135) e Korczak R, Slavin JL, Nutr Rev. 2020;78(Suppl 1):6-12 (PMID 32728750).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/fibre-e-polioli — Prima: la regola americana era riassunta come “sottrai la fibra quando supera i 5 g”. Adesso: “sottrai metà della fibra quando supera i 5 g”, come nella pagina sull'alimentazione. Fonte: Korczak R, Slavin JL, Nutr Rev. 2020;78(Suppl 1):6-12 (PMID 32728750).
  • 17 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: nella luna di miele «non hai ipoglicemie». Adesso: i valori glicemici sono spesso più stabili, ma le ipoglicemie possono ancora comparire se le dosi di insulina non vengono ridotte in tempo. Fonte: Gubitosi-Klug RA et al., J Clin Invest. 2021;131(3):e143011 (PMID 33529168).
  • 17 ottobre 2026 · microinfusori/limiti — Prima: la maggior parte dei microinfusori rilevava le ostruzioni e avvisava con un allarme. Adesso: l'allarme di occlusione può ritardare di oltre due ore o non scattare, e di solito il problema si nota prima dall'aumento della glicemia. Fonte: Hughes MS et al., Diabetes Technol Ther. 2023;25(6):426-430 (PMID 36856574).
  • 17 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-bolo — Prima: l'ordine dei passaggi poteva essere letto come applicazione sulla pelle seguita dalla preparazione, con l'insulina della preparazione che arrivava nel tessuto. Adesso: la preparazione si fa dopo il riempimento e prima di applicare il dispositivo sulla pelle. Fonte: Dreon DM et al., J Diabetes Sci Technol. 2018;12(4):817-827 (PMID 29488399).
  • 17 ottobre 2026 · microinfusori/insulina-rapida — Prima: la pagina consigliava di controllare i chetoni quando la glicemia resta alta dopo una correzione, senza dire con che cosa fare la correzione successiva. Poteva essere letta come un nuovo bolo attraverso un set che non eroga più insulina. Adesso: la correzione si fa con una penna, non con il microinfusore, e poi si cambia il set di infusione insieme al serbatoio. Fonte: Meade LT, Rushton WE, Diabetes Educ. 2013;39(6):841-847 (PMID 24045332).
  • 17 ottobre 2026 · sensori/adiuvante — Prima: l'elenco delle situazioni in cui confermi con il glucometro con un sensore non adiuvante ometteva la glicemia che cambia molto in fretta e i farmaci che interferiscono con alcuni sensori. Adesso: con un sensore adiuvante, la dose di insulina si stabilisce sempre in base al glucometro. Con un sensore non adiuvante, la conferma serve anche quando la glicemia cambia di oltre 2 mg/dL (0,1 mmol/L) al minuto. Serve anche finché prendi un farmaco che dà valori più alti (paracetamolo, vitamina C ad alte dosi, idrossiurea). Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 17 ottobre 2026 · sensori/riscaldamento — Prima: dopo il riscaldamento, la pagina rimandava subito alle decisioni basate sul sensore, senza la cautela per il primo giorno. Adesso: il primo giorno di utilizzo l'accuratezza può essere più bassa, anche con un sensore non adiuvante, quindi confermi con il glucometro prima di una decisione terapeutica. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S321-S338 (PMID 41358885).
  • 17 ottobre 2026 · sensori/prescrizione — Prima: l'ipoglicemia grave era descritta come qualcosa che «non si può più gestire a casa», formulazione che poteva ritardare il glucagone dato da chi ti sta vicino fino all'arrivo dei soccorsi. Adesso: se non riesci a deglutire, non rispondi o hai convulsioni, chi ti sta vicino non ti dà nulla per bocca, ti somministra il glucagone e chiama subito i soccorsi. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 18 ottobre 2026 · calcolatori/calorie — Prima: un obiettivo di calo di peso non scendeva mai al di sotto del metabolismo a riposo, una regola che impediva il deficit raccomandato nelle persone sedentarie. Adesso: per perdere peso, dal fabbisogno giornaliero totale si tolgono di solito 500–750 kcal al giorno. Una dieta di 800–1000 kcal al giorno si segue solo sotto stretto controllo medico. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S166-S182 (PMID 41358882).
  • 18 ottobre 2026 · calcolatori/fib-4 — Prima: sotto i 35 anni il punteggio era descritto solo come «meno affidabile», e il calcolatore mostrava comunque l'etichetta «rischio basso». Adesso: sotto i 35 anni il punteggio non è abbastanza preciso per confermare o escludere una fibrosi avanzata. Il calcolatore mostra allora la cifra senza etichetta di rischio e invita a parlare con il medico di altri esami, come l'elastografia epatica. Fonte: McPherson S et al., Am J Gastroenterol. 2017;112(5):740-751 (PMID 27725647).
  • 18 ottobre 2026 · calcolatori/rischio-cardiovascolare — Prima: la pagina non diceva che le equazioni PREVENT non si applicano dopo una malattia cardiovascolare, e il calcolatore dava una cifra anche dopo un infarto. Adesso: le equazioni valgono solo per le persone senza una malattia cardiovascolare nota, e una nuova casella blocca il calcolo dopo un infarto, un ictus o uno scompenso cardiaco. Fonte: Khan SS et al., Circulation. 2024;149(6):430-449 (PMID 37947085).
  • 22 ottobre 2026 · calcolatori/rischio-cardiovascolare — Prima: il rapporto albumina/creatinina si poteva inserire solo in mg/g, senza l'equivalente in mg/mmol. Adesso: il calcolatore accetta anche i mg/mmol, e la pagina indica la soglia di 300 mg/g (30 mg/mmol). Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 22 ottobre 2026 · calcolatori/rischio-cardiovascolare — Prima: la pagina non parlava delle statine nei pazienti con diabete sopra i 40 anni. Adesso: se hai il diabete e più di 40 anni, il medico di solito prende in considerazione una statina, qualunque sia la cifra del calcolatore. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 22 ottobre 2026 · glossario — Prima: l'occlusione era descritta come segnalata dall'allarme del microinfusore. Adesso: l'allarme del microinfusore può ritardare di oltre due ore o non scattare, perciò una glicemia che aumenta senza spiegazione richiede il controllo del set di infusione. Fonte: Hughes MS et al., Diabetes Technol Ther. 2023;25(6):426-430 (PMID 36856574).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: senza sensore, un'HbA1c sotto il 6,5% (48 mmol/mol) si associava a un aumento di circa il 30% del rischio di ipoglicemia grave. Adesso: senza le insuline e le tecnologie moderne, il rischio aumenta di circa il 27% per ogni riduzione relativa del 10% dell'HbA1c. Fonte: Gubitosi-Klug RA et al., Diabetes Care. 2017;40(8):1010-1016 (PMID 28550194).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: l'obiettivo nei bambini e negli adolescenti era sotto il 7% (53 mmol/mol), e sotto il 7,5% (58 mmol/mol) nei bambini molto piccoli. Adesso: l'obiettivo è al massimo del 6,5% (48 mmol/mol) con sensore e microinfusore ad ansa chiusa, se raggiungibile in sicurezza, altrimenti al massimo del 7%. Fonte: de Bock M et al., Horm Res Paediatr. 2024;97(6):546-554 (PMID 39701064).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: un'HbA1c del 7% (53 mmol/mol) era associata a una glicemia stabile di 90–150 mg/dL (5–8,3 mmol/L). Adesso: la glicemia media corrispondente è intorno a 154 mg/dL (8,6 mmol/L). Fonte: Nathan DM et al., Diabetes Care. 2008;31(8):1473-1478 (PMID 18540046).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/conteggio-dei-carboidrati — Prima: grassi e proteine erano descritti come capaci di cambiare solo il momento dell'aumento della glicemia. Adesso: un pasto ricco di grassi o proteine può aver bisogno di più insulina o di un bolo diviso in due. Fonte: Bell KJ et al., Diabetes Care. 2015;38(6):1008-1015 (PMID 25998293).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/alimenti-ipoglicemia — Prima: il succo di frutta e il gel di glucosio erano messi accanto alle compresse, con effetto in 10 o 15 minuti. Adesso: il succo aumenta la glicemia più lentamente del glucosio, e le compresse di glucosio restano la prima scelta. Fonte: Slama G et al., Arch Intern Med. 1990;150(3):589-593 (PMID 2310277).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: il rene era descritto come se usasse per i propri bisogni la maggior parte del glucosio che produce. Adesso: dopo una notte di digiuno, il 20–25% del glucosio che entra nel sangue proviene dai reni, e il resto proviene dal fegato. Fonte: Gerich JE, Diabet Med. 2010;27(2):136-142 (PMID 20546255).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: nei bambini sotto i 6 anni, la priorità era descritta come la prevenzione delle ipoglicemie gravi. Adesso: il cervello in sviluppo è sensibile sia alle ipoglicemie gravi ripetute sia all'iperglicemia persistente. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/incidenza — Prima: il numero di nuovi casi di DT1 avrebbe potuto raddoppiare entro il 2040. Adesso: il numero di persone che vivono con il DT1 potrebbe arrivare a 14,7 milioni nel 2040, rispetto ai 9,5 milioni del 2025. Fonte: Ogle GD et al., Diabetes Res Clin Pract. 2025;225:112277 (PMID 40412624).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/incidenza — Prima: la Finlandia era indicata al primo posto mondiale, con circa 50 nuovi casi ogni 100000 all'anno. Adesso: nei bambini, la Finlandia, con circa 60, e la Sardegna, con circa 74 nuovi casi ogni 100000 all'anno, hanno alcune delle incidenze più alte al mondo. Fonte: Ripoli C et al., Diabetes Res Clin Pract. 2024;213:111750 (PMID 38885745).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/infezioni — Prima: l'infezione da SARS-CoV-2 era descritta come un fattore che ha aumentato l'incidenza del DT1 nei bambini. Adesso: il rischio superiore del 42% è emerso solo nei dati degli Stati Uniti, e il ruolo del virus non è ancora chiarito. Fonte: Rahmati M et al., J Med Virol. 2023;95(6):e28833 (PMID 37264687).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/infezioni — Prima: l'infezione da SARS-CoV-2 non si associava all'autoimmunità presintomatica del DT1. Adesso: i dati sono contraddittori, e nei lattanti ad alto rischio genetico gli autoanticorpi sono comparsi più spesso dopo l'infezione. Fonte: Lugar M et al., JAMA. 2023;330(12):1151-1160 (PMID 37682551).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/infezioni — Prima: la vaccinazione antirotavirus aveva un effetto protettivo dimostrato. Adesso: nei bambini dei Paesi sviluppati si è associata a un rischio di DT1 inferiore del 13%, ma l'effetto deve ancora essere confermato. Fonte: Kosmeri C et al., Vaccines (Basel). 2025;13(1):50 (PMID 39852829).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: i noduli nel sito di iniezione comparivano in oltre la metà delle persone che usano insulina. Adesso: compaiono in circa 4 persone su 10 che usano insulina. Fonte: Mader JK et al., J Diabetes Sci Technol. 2026;20(4):1342-1352 (PMID 40109173).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: l'insulina era raccomandata dalla diagnosi per preservare le cellule beta. Adesso: il trattamento con insulina si offre dalla diagnosi, perché il LADA fa parte dello spettro del DT1, e in alcuni pazienti si può tentare una terapia senza insulina con un controllo attento. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/autoimmunita — Prima: nei gemelli identici, l'altro gemello sviluppava la malattia solo in circa la metà dei casi. Adesso: l'altro gemello la sviluppa nel 30–70% dei casi, e il rischio aumenta con la durata del follow-up. Fonte: Insel RA et al., Diabetes Care. 2015;38(10):1964-1974 (PMID 26404926).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: la mortalità per chetoacidosi nei bambini, nei Paesi con buon accesso alla terapia intensiva, era «vicina allo zero». Adesso: la mortalità è intorno allo 0,1–0,3%. Fonte: Siddiqui EU et al., Ann Pediatr Endocrinol Metab. 2025;30(5):242-249 (PMID 41207289).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/differenze — Prima: età e peso, come unici criteri, portavano a diagnosi errate «fino al 40% dei casi». Adesso: fino al 40% degli adulti con diabete di tipo 1 riceve inizialmente una diagnosi di tipo 2. Fonte: Evans-Molina C, Oram RA, Diabetes Obes Metab. 2025;27(Suppl 6):57-68 (PMID 40230204).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/incidenza — Prima: il LADA rappresentava il 2–10% dei casi di diabete. Adesso: il LADA rappresenta il 2–12% dei casi di diabete. Fonte: Buzzetti R et al., Diabetes. 2020;69(10):2037-2047 (PMID 32847960).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/fattori-perinatali — Prima: la prematurità estrema (23–27 settimane) riduceva il rischio, quella tardiva (34–36 settimane) lo aumentava. Adesso: la nascita prima delle 32 settimane si associa a un rischio più basso, quella tra 32 e 36 settimane lo aumenta lievemente. Fonte: Waernbaum I et al., Diabetologia. 2019;62(7):1173-1184 (PMID 31041471).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: al momento della diagnosi funzionava ancora il 10–50% delle cellule beta. Adesso: al momento della diagnosi funziona ancora il 10–40% delle cellule beta. Fonte: Chen C et al., Mol Metab. 2017;6(9):943-957 (PMID 28951820).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: almeno la metà dei pazienti aveva una remissione parziale, e «un quinto» iniziava direttamente con una dipendenza completa dall'insulina. Adesso: più della metà ha una remissione parziale, gli altri hanno bisogno di dosi piene di insulina fin dall'inizio. Fonte: Abdul-Rasoul M et al., Pediatr Diabetes. 2006;7(2):101-107 (PMID 16629716).
  • 22 ottobre 2026 · dt2/cause — Prima: il fumo aumentava il rischio del 40–60%, fino a raddoppiarlo oltre 25 sigarette al giorno. Adesso: il fumo aumenta il rischio di circa il 37% nei fumatori attivi e di quasi il 60% da 20 sigarette al giorno. Fonte: Pan A et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2015;3(12):958-967 (PMID 26388413).
  • 22 ottobre 2026 · dt2/cause — Prima: il rischio familiare era indicato come 40%, 70% e 15%, e l'intestazione diceva «+5% di rischio per kg» e «10%/anno». Adesso: il rischio è 2–3 volte più alto con un genitore e 5–6 volte con entrambi, e l'intestazione dice «×3,9 rischio dopo +20 kg» e «5–10%/anno». Fonte: Sami A et al., Diabetol Metab Syndr. 2025;17(1):185 (PMID 40452079). Ford ES et al., Am J Epidemiol. 1997;146(3):214-222 (PMID 9247005). Tabák AG et al., Lancet. 2012;379(9833):2279-2290 (PMID 22683128).
  • 22 ottobre 2026 · secondario/pancreatogeno — Prima: il diabete pancreatico rappresentava il 5–10% di tutti i casi di diabete. Adesso: rappresenta probabilmente circa il 4–5% di tutti i casi di diabete. Fonte: Hart PA et al., Lancet Gastroenterol Hepatol. 2016;1(3):226-237 (PMID 28404095).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: ogni 1% di HbA1c valeva circa 30 mg/dL (1,7 mmol/L), e il 10% e il 12% corrispondevano a 13,3 e 16,6 mmol/L. Adesso: circa 29 mg/dL (1,6 mmol/L), e rispettivamente 13,4 e 16,5 mmol/L. Fonte: Nathan DM et al., Diabetes Care. 2008;31(8):1473-1478 (PMID 18540046).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/infezioni — Prima: nello studio DiViD il gruppo di confronto era indicato come «2 persone su 11» con enterovirus. Adesso: 2 donatori di organi senza diabete su 9. Fonte: Krogvold L et al., Diabetes. 2015;64(5):1682-1687 (PMID 25422108).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/schemi-di-terapia — Prima: in pubertà le dosi arrivavano a 1,2–1,5 unità/kg/die, e la maggior parte dei pazienti faceva tra quattro e otto iniezioni al giorno. Adesso: in pubertà le dosi arrivano a 1–2 unità/kg/die, e lo schema basal-bolus prevede almeno quattro iniezioni al giorno. Fonte: Cengiz E et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1277-1296 (PMID 36537533). American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/mortalita — Prima: la mortalità nel diabete di tipo 1 «cala in genere dal 2,1 al 5,8% all'anno». Adesso: in sei popolazioni studiate, la mortalità è calata dal 2,1 al 5,8% all'anno. Fonte: Ruiz PLD et al., Diabetologia. 2022;65(6):964-972 (PMID 35314870).
  • 22 ottobre 2026 · dt2/capire-il-diabete-tipo-2 — Prima: il rischio saliva al 40% con un genitore con diabete e al 70% con entrambi. Adesso: il rischio è 2–3 volte più alto con un genitore e 5–6 volte più alto con entrambi. Fonte: Sami A et al., Diabetol Metab Syndr. 2025;17(1):185 (PMID 40452079).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: la statistica dell'intestazione dava «~50%» della dose giornaliera come insulina basale. Adesso: la statistica dell'intestazione dice «30–50%», come nel corpo della pagina. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 22 ottobre 2026 · calcolatori/massa-grassa — Prima: l'intervallo di obesità nelle donne partiva dal 32% di grasso corporeo, e il calcolatore usava la stessa soglia. Adesso: la soglia è oltre il 35%, come nello standard dell'OMS, anche nel calcolatore. Fonte: Romero-Corral A et al., Int J Obes (Lond). 2008;32(6):959-966 (PMID 18283284).
  • 22 ottobre 2026 · calcolatori/peso-ideale — Prima: la remissione era legata a un calo di peso dal 15 al 20% o più. Adesso: la remissione è legata a un calo mantenuto di oltre il 10%. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S166-S182 (PMID 41358882).
  • 22 ottobre 2026 · microinfusori/impiantabili — Prima: in metà dei pazienti «il microinfusore viene sostituito nei primi 4–5 anni». Adesso: metà dei pazienti ha bisogno di un nuovo intervento nei primi 4–5 anni, per il microinfusore, il catetere o la batteria. Fonte: van Dijk PR et al., World J Diabetes. 2012;3(8):142-148 (PMID 22912916).
  • 22 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-basale — Prima: andava evitata la pelle «a meno di cinque centimetri dall'ombelico». Adesso: va evitata la pelle intorno all'ombelico, e la fonte indica un raggio di 2 cm. Fonte: Al-Beltagi M et al., World J Clin Pediatr. 2022;11(6):463-484 (PMID 36439904).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: lo zucchero e la marmellata contenevano «dal 95 al 100% di carboidrati». Adesso: lo zucchero contiene quasi il 100% di carboidrati e la marmellata circa il 70%. Fonte: USDA FoodData Central, FDC ID 169641.
  • 22 ottobre 2026 · dt1/esordio-con-chetoacidosi — Prima: il ricovero per chetoacidosi all'esordio durava da 3 a 10 giorni, e la chetoacidosi si risolveva sul piano biochimico nelle prime 12–24 ore. Adesso: il ricovero dura di solito alcuni giorni, e le durate senza fonte sono state tolte. L'intestazione indica che il 6–21% degli adulti ha la chetoacidosi all'esordio. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: la media delle misurazioni con il glucometro sottostimava di solito la media reale di 30 mg/dL (1,7 mmol/L). Adesso: la media delle misurazioni con il glucometro può essere inferiore alla media reale, senza una cifra fissa, perché perdi una parte dei picchi dopo i pasti. Fonte: Nathan DM et al., Diabetes Care. 2008;31(8):1473-1478 (PMID 18540046).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: ogni calo dell'1% dell'HbA1c riduceva il rischio di complicanze di circa il 30%. Adesso: il trattamento intensivo, con un'HbA1c mediana del 7% (53 mmol/mol) rispetto al 9% (75 mmol/mol), riduce del 35–76% le complicanze microvascolari iniziali. Fonte: Nathan DM et al. (DCCT/EDIC), Diabetes Care. 2014;37(1):9-16 (PMID 24356592).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/incidenza — Prima: il rischio cumulativo fino a 15 anni arrivava allo 0,5% nei Paesi ad alta incidenza, e la figura metteva l'Asia orientale sopra l'Africa subsahariana e l'Asia meridionale. Adesso: la frase con cifre senza fonte è stata tolta, e le incidenze più basse sono in Asia orientale e sud-orientale. Per l'Africa subsahariana e l'Asia meridionale i dati sono scarsi e probabilmente sottostimati. Fonte: Tuomilehto J et al., Pediatr Endocrinol Rev. 2020;17(Suppl 1):198-209 (PMID 32208564).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: la fase di negazione all'esordio durava 2–4 settimane, e un segno di ansia era superare le 15 punture al giorno. Adesso: la durata della fase varia molto da persona a persona, e il segno è misurare molto più spesso di quanto concordato con il team. L'intestazione indica un rischio di depressione 2,8 volte più alto. Fonte: Desalegn D et al., J Autoimmun. 2026;158:103524 (PMID 41538974).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: oltre la metà dei pazienti riferiva ansia nelle relazioni sentimentali, e i partner vedevano la gestione del diabete come un segno di maturità. Adesso: molti temono il momento della rivelazione o il rifiuto, e il controllo eccessivo del partner si associa a meno tempo nell'intervallo target. Fonte: Yorgason JB et al., Fam Syst Health. 2024;42(2):239-253 (PMID 37956065).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/mangiare-fuori — Prima: le porzioni al ristorante erano due-tre volte più grandi di quelle delle tabelle. Adesso: le porzioni al ristorante sono spesso almeno il doppio di quelle standard e sono cresciute negli ultimi decenni. Fonte: Young LR et al., J Am Diet Assoc. 2003;103(2):231-234 (PMID 12589331).
  • 22 ottobre 2026 · microinfusori/impiantabili — Prima: meno di 500 pazienti nel mondo usavano microinfusori impiantabili. Adesso: li usa un numero ridotto di pazienti, seguiti in pochi centri certificati, soprattutto in Francia e nei Paesi Bassi. Nessuna fonte dà un numero esatto. Fonte: Oliver N et al., Diabetes Obes Metab. 2026;28(10):8801-8811 (PMID 42426563).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/autoanticorpi — Prima: la figura dava, come proiezione, un rischio di circa il 21% a 15 anni con un solo autoanticorpo. Adesso: la proiezione è stata tolta, e la figura mantiene il valore misurato, il 15% in 10 anni con un solo autoanticorpo. Fonte: Ziegler AG et al., JAMA. 2013;309(23):2473-2479 (PMID 23780460).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: il controllo glicemico era migliore soprattutto nei primi 5 anni, e le ipoglicemie gravi erano nettamente più rare che nel diabete di tipo 1 del bambino. Adesso: il controllo glicemico è di solito migliore, e l'affermazione senza fonte sulle ipoglicemie è stata tolta. Fonte: Evans-Molina C et al., Diabetes Obes Metab. 2025;27(Suppl 6):57-68 (PMID 40230204).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: gli adulti con LADA potevano avere una luna di miele di 3 anni, e la conclusione la dava più lunga nel LADA. Adesso: negli adulti con LADA la distruzione delle cellule beta è più lenta, e l'insulina può diventare necessaria solo dopo diversi anni. Fonte: Marcon LMR et al., Case Rep Endocrinol. 2022;2022:9363543 (PMID 35355800).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/peso — Prima: l'eccesso di peso accelerava il passaggio dallo stadio 1 allo stadio 2, e l'intestazione lo chiamava l'unico fattore di rischio modificabile. Adesso: nei bambini con autoanticorpi, l'eccesso di peso si associa a un rischio di diabete clinico più alto di circa il 63% ed è uno dei pochi fattori di rischio modificabili. Fonte: Ferrara CT et al., Diabetes Care. 2017;40(5):698-701 (PMID 28202550).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: il peptide C aveva tre soglie senza fonte, e il dosaggio annuale nei primi cinque anni era presentato come regola. Adesso: sopra 0,2 nmol/L (0,6 ng/mL) il peptide C indica una funzione beta conservata, e si misura soprattutto quando il tipo di diabete è incerto. Fonte: Leighton E et al., Diabetes Ther. 2017;8(3):475-487 (PMID 28484968). Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/stress — Prima: l'intestazione diceva, senza fonte, che 1 paziente su 3 ha anche un'altra malattia autoimmune. Adesso: l'intestazione mostra il rischio di diabete di tipo 1 circa tre volte più alto dopo un evento di vita grave. Fonte: Nygren M et al., Diabetologia. 2015;58(6):1188-1197 (PMID 25870022).
  • 22 ottobre 2026 · sensori/tecnologia — Prima: la maggior parte dei pazienti sentiva solo la puntura dell'anestetico all'inserimento del sensore impiantabile. Adesso: negli studi, dolore o fastidio nella sede del sensore sono comparsi al massimo in 3 persone su 100, senza eventi gravi legati al dispositivo. Fonte: Deiss D et al., Diabetes Technol Ther. 2020;22(1):48-52 (PMID 31418587).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/fattori-perinatali — Prima: l'associazione con l'incompatibilità Rh era scomparsa grazie alla profilassi con immunoglobuline anti-D. Adesso: l'associazione non compare più nelle coorti moderne seguite dalla nascita, e la spiegazione senza fonte è stata tolta. Fonte: Waernbaum I et al., Diabetologia. 2019;62(7):1173-1184 (PMID 31041471).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: il peso alla nascita elevato era un fattore modificabile con il controllo glicemico in gravidanza, e gli alimenti a basso indice glicemico erano una strategia di prevenzione. Adesso: l'associazione resta dopo la correzione per il diabete materno, e l'effetto degli alimenti a basso indice glicemico sull'evoluzione della malattia non è dimostrato. Fonte: Cardwell CR et al., Diabetologia. 2010;53(4):641-651 (PMID 20063147). Lamb MM et al., Diabetologia. 2015;58(9):2027-2034 (PMID 26048237).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: i dolcificanti avevano effetti sul microbioma solo con un consumo cronico molto elevato. Adesso: gli effetti dei dolcificanti sul microbioma e sulla tolleranza al glucosio sono ancora incerti, con risultati contrastanti. Fonte: Angelin M et al., Front Nutr. 2024;11:1411560 (PMID 38988858).
  • 22 ottobre 2026 · calcolatori/phq-9 — Prima: la ricerca attiva della depressione era raccomandata senza fonte e senza frequenza. Adesso: la depressione è circa due volte più frequente nel diabete, e i sintomi depressivi si cercano in tutti i pazienti almeno una volta all'anno. Fonte: Anderson RJ et al., Diabetes Care. 2001;24(6):1069-1078 (PMID 11375373). American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898).
  • 22 ottobre 2026 · sensori/prescrizione — Prima: molti sensori senza prescrizione aggiornavano il valore ogni 15 minuti, e l'intestazione e la conclusione dicevano che mostrano solo gli andamenti. Adesso: alcuni sensori senza prescrizione aggiornano il valore ogni 15 minuti, e tutti mostrano i valori e gli andamenti, ma senza allarmi. Fonte: U.S. FDA, 5.03.2024.
  • 22 ottobre 2026 · dt1/colazione-sotto-30-g — Prima: il grasso della frutta secca rallentava l'aumento della glicemia, e due fonti citate non sostenevano le affermazioni. Adesso: il grasso può rallentare lo svuotamento dello stomaco, quindi la glicemia sale più lentamente nelle prime ore, e in alcune persone la caffeina da sola può aumentare la glicemia. Fonte: Bell KJ et al., Diabetes Care. 2015;38(6):1008-1015 (PMID 25998293).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/vitamina-d — Prima: in gravidanza si raccomandavano circa 6000 UI/giorno, e le dosi materne di 400–600 UI/giorno erano considerate insufficienti. Adesso: alcune linee guida propongono in gravidanza un'integrazione oltre 600 UI/giorno, senza superare 4000 UI/giorno, e durante l'allattamento 6400 UI/giorno forniscono la vitamina D di cui il lattante ha bisogno. Fonte: Demay MB et al., J Clin Endocrinol Metab. 2024;109(8):1907-1947 (PMID 38828931). Ross AC et al., J Clin Endocrinol Metab. 2011;96(1):53-58 (PMID 21118827). Hollis BW et al., Pediatrics. 2015;136(4):625-634 (PMID 26416936).
  • 22 ottobre 2026 · microinfusori/con-catetere — Prima: il set di infusione si cambiava ogni tre giorni. Adesso: il set si cambia ogni 2–3 giorni, a seconda del tipo, o prima se serve. Lo stesso nelle pagine sulle differenze e sull'infusione continua. Fonte: Deiss D et al., Diabetes Technol Ther. 2016;18(9):517-524 (PMID 27526329).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/dopo-ipoglicemia — Prima: la rivalutazione della terapia era necessaria dopo un solo episodio grave o dopo diversi episodi sotto 54 mg/dL (3,0 mmol/L) in una settimana. Adesso: un solo episodio di livello 2, sotto 54 mg/dL (3,0 mmol/L), o di livello 3 basta per rivalutare la terapia. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: l'obiettivo più largo, sotto l'8% (64 mmol/mol), era legato all'età avanzata, e quello più rigoroso alla giovane età. Adesso: l'obiettivo più largo dipende da ipoglicemie gravi o frequenti, da altre malattie gravi e dalle complicanze avanzate, e quello più rigoroso da una buona salute. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/fibre-e-polioli — Prima: sull'etichetta europea non si sottraeva nulla, anche se la stessa pagina toglieva metà dei polioli oltre 5 g per porzione. Adesso: sull'etichetta europea non sottrai le fibre, e dai carboidrati togli metà dei polioli oltre 5 g per porzione e tutto l'eritritolo. La stessa regola compare nella pagina sull'etichetta. Fonte: Zumbé A et al., Br J Nutr. 2001;85(Suppl 1):S31-S45 (PMID 11318000). Regulation (EU) No 1169/2011, OJ L 304:18-63.
  • 22 ottobre 2026 · dt1/criteri — Prima: la conferma richiedeva un secondo esame su un altro prelievo, e il tipo 1 si diagnosticava solo con la glicemia o l'HbA1c. Adesso: la conferma può venire da un altro esame sullo stesso prelievo o dallo stesso esame ripetuto un altro giorno. Glicemia e HbA1c diagnosticano il diabete, poi il tipo 1 si stabilisce in base al quadro clinico, agli autoanticorpi e al peptide C. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: la risposta del glucagone all'ipoglicemia mancava solo a volte. Adesso: la risposta del glucagone scompare nella maggior parte dei pazienti nei primi anni di diabete. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/pasto-sotto-30-g — Prima: la regola di calcolo della dose di insulina non cambiava per i pasti piccoli. Adesso: per i pasti con 20 g di carboidrati o meno, il rapporto abituale può dare troppo poca insulina, e il medico può modificarlo. Lo stesso nella pagina sul pranzo. Fonte: Cordon NM et al., Diabet Med. 2022;39(2):e14675 (PMID 34415640).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/schemi-di-terapia — Prima: lo schema basal-bolus dava il miglior controllo glicemico possibile, senza precisazioni. Adesso: lo schema basal-bolus dà il miglior controllo glicemico possibile con le iniezioni. Fonte: Cengiz E et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1277-1296 (PMID 36537533).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/malattie-autoimmuni — Prima: tiroide e celiachia si controllavano periodicamente, per tutta la vita, anche senza sintomi. Adesso: la tiroide si controlla periodicamente. La celiachia si cerca senza sintomi solo nei bambini, alla diagnosi, nei primi due anni e dopo cinque anni, e negli adulti se compaiono sintomi, segni o analisi che la suggeriscono. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S61-S88 (PMID 41358897). American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S297-S320 (PMID 41358890).
  • 22 ottobre 2026 · dt2/capire-il-diabete-tipo-2 — Prima: il diabete di tipo 2 rappresentava il 90% dei casi, e nei giovani le complicanze comparivano 10–15 anni prima. Adesso: il diabete di tipo 2 rappresenta il 90–95% dei casi, e in chi riceve la diagnosi da giovane le complicanze compaiono prima, senza una cifra fissa. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 22 ottobre 2026 · secondario/pancreatogeno — Prima: il diabete di tipo 2 era definito dall'insulino-resistenza. Adesso: nel diabete di tipo 2 la secrezione di insulina si riduce progressivamente, spesso su un fondo di insulino-resistenza. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/ritorno-autoimmunita — Prima: l'attacco autoimmune ritornava dopo la luna di miele, e la luna di miele era più lunga con la diagnosi dopo la pubertà. Adesso: l'attacco autoimmune continua anche durante la luna di miele. Questa compare più spesso nei bambini con diagnosi dopo i 5 anni, senza chetoacidosi e con una riserva beta più grande. Fonte: Cabrera SM et al., Diabetologia. 2018;61(11):2356-2370 (PMID 30167736). Cimbek EA et al., J Pediatr Endocrinol Metab. 2021;34(10):1311-1317 (PMID 34271601).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/test-autoanticorpi — Prima: l'esame positivo si ripeteva dopo circa tre mesi, possibilmente con lo stesso metodo di laboratorio. Adesso: l'esame si ripete entro tre mesi, possibilmente in un laboratorio indipendente, certificato IASP. Fonte: Haller MJ et al., Horm Res Paediatr. 2024;97(6):529-545 (PMID 39662065).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia — Prima: gli episodi ipoglicemici lievi non lasciavano danni duraturi. Adesso: gli episodi ipoglicemici frequenti indeboliscono i segnali di allarme e aumentano il rischio di ipoglicemia grave. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/trattare-ipoglicemia-grave — Prima: la percentuale di successo del glucagone era di quasi il 100% in entrambe le forme, senza condizioni. Adesso: la percentuale di quasi il 100% viene dagli studi e vale quando la dose completa viene somministrata correttamente. Fonte: Pontiroli AE et al., Acta Diabetol. 2020;57(6):743-749 (PMID 32025860). Yale JF et al., Diabetes Technol Ther. 2017;19(7):423-432 (PMID 28556672).
  • 22 ottobre 2026 · dt1/alimenti — Prima: grassi e proteine si limitavano a ritardare l'aumento della glicemia, e la regola semplice di conteggio lasciava fuori latte e legumi. Adesso: grassi e proteine possono anche rendere più alto l'aumento della glicemia, e la regola semplice include legumi, latte e yogurt. Fonte: Bell KJ et al., Diabetes Care. 2015;38(6):1008-1015 (PMID 25998293).
  • 22 ottobre 2026 · glossario — Prima: l'insulina NPH durava 12–16 ore, il sensore impiantabile funzionava alcuni mesi, e tutti i sensori moderni erano calibrati in fabbrica. Adesso: la NPH dura 12–18 ore, il sensore impiantabile funziona fino a un anno, e alcuni sensori richiedono calibrazioni. Sono stati precisati anche gli stadi, la metformina, il sistema ibrido, l'adrenalina e il cerotto basale. Fonte: Cengiz E et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1277-1296 (PMID 36537533). Bailey TS et al., Diabetes Technol Ther. 2025;27(5):407-411 (PMID 39869118).
  • 23 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: il titolo, la descrizione e l'intestazione della pagina dicevano che l'HbA1c mostra la glicemia media di 3 mesi. Adesso: la finestra è di 2–3 mesi in tutta la pagina, come nel corpo del testo e nel resto del sito. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: la progressione del LADA verso l'insulinodipendenza era «inevitabile (in anni)». Adesso: la progressione verso il bisogno di insulina avviene di solito in anni. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/stimare-le-porzioni — Prima: la stima delle porzioni sottostimava «quasi sempre». Adesso: i pasti grandi sono di solito sottostimati, spuntini e pasti piccoli più spesso sovrastimati; lo stesso nella pagina sulla pesatura. Fonte: Brazeau AS et al., Diabetes Res Clin Pract. 2013;99(1):19-23 (PMID 23146371).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/sintomi-ipoglicemia — Prima: la percezione dell'ipoglicemia «si recupera in 3–4 settimane» e la difesa ormonale «non torna». Adesso: in molti pazienti la percezione torna dopo 3–4 settimane di evitamento rigoroso, mentre la difesa ormonale si ricostituisce più lentamente e spesso in modo incompleto. Fonte: Dagogo-Jack S et al., Diabetes. 1994;43(12):1426-1434 (PMID 7958494).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia-inavvertita — Prima: l'inconsapevolezza «spesso si risolve completamente» e l'adrenalina «si ricostituisce al massimo in parte». Adesso: i segnali d'allarme tornano nella maggior parte dei pazienti, la risposta dell'adrenalina si ricostituisce più lentamente e in modo incostante, il glucagone resta di solito basso. Fonte: Dagogo-Jack SE et al., J Clin Invest. 1993;91(3):819-828 (PMID 8450063).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: «Recuperi l'allarme, non la difesa ormonale automatica». Adesso: la risposta ormonale si ricostituisce più lentamente e non in tutti i pazienti; in uno studio non si era ripresa nemmeno dopo tre mesi. Fonte: Dagogo-Jack S et al., Diabetes. 1994;43(12):1426-1434 (PMID 7958494).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: lo sport agonistico era «vivamente raccomandato». Adesso: lo sport agonistico è compatibile con il diabete di tipo 1, e l'attività fisica regolare è raccomandata a quasi tutti i pazienti; lo stesso nell'intestazione. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/vitamina-d — Prima: l'integrazione di vitamina D «non abbassa il titolo» degli autoanticorpi. Adesso: non ci sono prove solide che l'integrazione abbassi il titolo, e gli studi piccoli danno risultati contraddittori. Fonte: Mourelatou NG et al., Nutrients. 2024;16(23):4072 (PMID 39683465).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/mortalita — Prima: i sensori con allarmi «hanno ridotto significativamente le ipoglicemie gravi». Adesso: i sensori riducono il numero delle ipoglicemie, e nelle persone con ipoglicemia inavvertita riducono anche quelle gravi. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/limiti — Prima: «per la maggior parte dei pazienti i benefici giustificano questo costo». Adesso: il costo aggiuntivo si giustifica soprattutto quando con le iniezioni hai glicemie difficili da controllare o ipoglicemie frequenti. Fonte: Roze S et al., Diabet Med. 2015;32(11):1415-1424 (PMID 25962621).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/infusione-continua — Prima: ormoni «che nessun microinfusore può sostituire»; «la maggior parte può aggiungere piccole correzioni automatiche»; «gli studi sono stati fatti nei bambini». Adesso: ormoni che un microinfusore di insulina non può sostituire, la risposta del glucagone è spesso indebolita; tutti fanno anche piccole correzioni automatiche, alcuni con boli separati; uno studio ha seguito bambini. Fonte: Boughton CK et al., Diabetologia. 2021;64(5):1007-1015 (PMID 33550442).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/durata-del-sensore — Prima: «qualunque sia il tipo, un breve periodo di riscaldamento»; l'impianto «evita i problemi di pelle causati dall'adesivo», «2–3 mm». Adesso: ogni sensore ha un periodo di riscaldamento; per quello impiantabile dura un giorno intero, seguito da calibrazioni; l'impianto non può staccarsi per sbaglio, e il trasmettitore rimovibile si attacca con un adesivo in silicone che irrita la pelle di rado e solo per poco. Fonte: Senseonics et al., Senseonics, 2024 e Deiss D et al., Diabetes Technol Ther. 2020;22(1):48-52 (PMID 31418587).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/adiuvante — Prima: la tecnologia del sensore adiuvante «è più vecchia o una copia meno riuscita, quindi la precisione reale è minore». Adesso: la sua precisione non è stata dimostrata al livello richiesto per le decisioni terapeutiche, o perché la tecnologia è più vecchia o perché non è stata testata così. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/senza-catetere — Prima: «il microinfusore a cerotto non si può togliere temporaneamente»; «resistente all'acqua». Adesso: la maggior parte dei microinfusori a cerotto non si può togliere temporaneamente; di solito resistente all'acqua. Fonte: Ulbrich S et al., J Diabetes Sci Technol. 2020;14(2):324-327 (PMID 31452394).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: «i limiti di sicurezza sono una bevanda standard per le donne e al massimo due per gli uomini». Adesso: se bevi, al massimo una bevanda standard al giorno per le donne e al massimo due per gli uomini; non esiste una quantità di alcol considerata sicura. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: con aghi da 4 mm «puoi entrare perpendicolarmente, senza plica». Adesso: la maggior parte degli adulti può iniettare perpendicolarmente senza plica; i bambini piccoli e le persone molto magre possono aver bisogno della plica anche con l'ago da 4 mm. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: la qualità della vita «è vicina a quella della popolazione generale, anche se di solito leggermente più bassa». Adesso: la qualità della vita con il diabete di tipo 1 è in media più bassa di quella dei coetanei sani, soprattutto a scuola o al lavoro e per la stanchezza. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/peso — Prima: il meccanismo «acceleratore» era presentato come un fatto («declino funzionale accelerato della massa di cellule beta»). Adesso: il meccanismo proposto è in sostanza metabolico; l'insulinoresistenza si associa a una progressione più rapida, ma il meccanismo esatto resta da chiarire. Fonte: Wilkin TJ, Diabetologia. 2001;44(7):914-922 (PMID 11508279).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/mimetismo-molecolare — Prima: la catena coxsackie → linfociti T → pancreas era all'indicativo («riconosciuti esattamente allo stesso modo»). Adesso: la catena è formulata come ipotesi («potrebbero raggiungere», «rilascerebbero»), e alcuni linfociti T riconoscono entrambi. Fonte: Parviainen A et al., Diabetes Care. 2024;47(1):97-100 (PMID 37861431).
  • 24 ottobre 2026 · secondario/pancreatogeno — Prima: il diabete nuovo dopo i 50 anni «impone esami di imaging»; l'elastasi fecale bassa «conferma il danno esocrino». Adesso: il diabete nuovo può precedere di 2–3 anni la diagnosi di cancro del pancreas e, con il calo di peso, richiede esami di imaging; l'elastasi bassa sostiene il danno esocrino ma compare anche nel diabete di lunga data, quindi si interpreta insieme all'imaging. Fonte: Pannala R et al., Lancet Oncol. 2009;10(1):88-95 (PMID 19111249) e Hart PA et al., Lancet Gastroenterol Hepatol. 2016;1(3):226-237 (PMID 28404095).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/vantaggi — Prima: il sistema «riduce da solo la velocità anche se hai già preso precauzioni». Adesso: un sistema collegato al sensore riduce da solo l'insulina quando la glicemia inizia a scendere, ma la preparazione anticipata resta necessaria. Fonte: Moser O et al., Diabetologia. 2025;68(2):255-280 (PMID 39653802).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-basale — Prima: alla radiografia «il rischio è considerato molto piccolo, ma alcune istruzioni chiedono di toglierlo». Adesso: il cerotto si toglie prima di una tomografia e si raccomanda di toglierlo anche prima di una radiografia comune. Fonte: Mader JK et al., Diabet Med. 2018;35(10):1448-1456 (PMID 29888811).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/prescrizione — Prima: il sensore era «opzionale» nei «pazienti di tipo 2 controllati con farmaci orali o dieta». Adesso: opzionale in chi non usa insulina né altri farmaci che possono causare ipoglicemia (per esempio le sulfaniluree) e nelle persone con prediabete. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: i fattori che conservano la produzione propria «includono età all'esordio maggiore, miglior controllo glicemico, assenza di altre malattie autoimmuni»; l'elenco dei farmaci comprendeva «anti-CD3, anti-CD20, sirolimus, tacrolimus, insulina orale, vaccino GAD». Adesso: la produzione propria cala con gli anni di malattia e tende a essere maggiore quando l'esordio segue la prima infanzia, e i fattori che la conservano non sono ancora stabiliti; farmaci che hanno rallentato il calo del peptide C: rituximab, abatacept, teplizumab, verapamil, baricitinib, golimumab. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/microbioma — Prima: i probiotici «nei primi mesi di vita potrebbero associarsi a un rischio minore nei bambini geneticamente predisposti». Adesso: i probiotici nel primo mese di vita si sono associati a un rischio minore di autoimmunità insulare, ma solo nei bambini con il genotipo a rischio massimo (DR3/DR4). Fonte: Uusitalo U et al., JAMA Pediatr. 2016;170(1):20-28 (PMID 26552054).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/pranzo-sotto-30-g — Prima: per la pasta «il vero guadagno è un aumento più dolce della glicemia, soprattutto se la cuoci al dente». Adesso: in pratica la conti allo stesso modo; dopo la pasta, integrale o bianca, la glicemia aumenta più dolcemente rispetto al riso bianco. Fonte: Zavitsanou S et al., Diabetes Technol Ther. 2019;21(9):485-492 (PMID 31225739).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/criteri — Prima: «nei bambini e negli adolescenti, IAA e IA-2 compaiono spesso per primi». Adesso: nei bambini, i primi a comparire sono di solito gli anticorpi anti-insulina (IAA), soprattutto nei piccoli, o gli anticorpi anti-GAD65. Fonte: Evans-Molina C et al., Diabetes Obes Metab. 2025;27(Suppl 6):57-68 (PMID 40230204).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/diffusione-autoimmunita — Prima: l'intervallo fino al secondo anticorpo era «in genere breve, di qualche mese», e il primo anticorpo compariva «di regola proprio a un anno di età». Adesso: il secondo anticorpo compare di solito qualche mese dopo il primo, in media circa 7 mesi dopo, e il primo compare più spesso tra 1 e 2 anni. Fonte: Ziegler AG et al., JAMA. 2013;309(23):2473-2479 (PMID 23780460).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/differenze — Prima: dopo il diabete gestazionale «è indicato ripetere la glicemia a 4–12 settimane dal parto». Adesso: dopo il diabete gestazionale si fa un test di tolleranza orale al glucosio con 75 g a 4–12 settimane dal parto. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S321-S338 (PMID 41358885).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/genetica — Prima: i programmi di screening erano detti «genetici» in blocco (Fr1da, GPPAD, type1screen, TrialNet, ASK, CASCADE). Adesso: screening genetico nei neonati (GPPAD) o con autoanticorpi (Fr1da, type1screen.org, TrialNet, ASK Health, CASCADE Kids), con i Paesi in cui si fanno. Fonte: Haller MJ et al., Horm Res Paediatr. 2024;97(6):529-545 (PMID 39662065).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/fattori-nutrizionali — Prima: «i bambini con diabete avevano un consumo maggiore di nitriti»; introdurre i cereali «prima dei 4 mesi e dopo i 6–7 mesi sembra aumentare il rischio». Adesso: i bambini con maggiore consumo di nitriti avevano un rischio maggiore, ma la certezza dei dati è bassa; l'introduzione nei primi 3 mesi e dai 7 mesi in su si è associata a un rischio maggiore di autoimmunità; lo stesso nella pagina perinatale. Fonte: Lamb MM et al., Diabetologia. 2015;58(9):2027-2034 (PMID 26048237).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/pasto-sotto-30-g — Prima: «se le porzioni di proteine o grassi sono abituali, la dose di insulina non cambia». Adesso: a un pasto comune, una porzione normale di proteine e grassi di regola non cambia la dose; a un pasto sotto i 30 g di carboidrati, anche una porzione abituale può aumentare la glicemia qualche ora dopo. Fonte: Smart CE et al., Diabet Med. 2012;29(7):e21-e24 (PMID 22268422).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/test-autoanticorpi — Prima: «i metodi più precisi sono ECL e LIPS», e l'ELISA era «di qualità inferiore». Adesso: diversi metodi, come ECL, LIPS o l'ELISA di tipo bridge, hanno buone prestazioni, e il criterio essenziale è la partecipazione del laboratorio al programma IASP. Fonte: Marzinotto I et al., Diabetes Care. 2026;49(4):607-615 (PMID 41575380).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/ritorno-autoimmunita — Prima: «la presenza di più tipi di autoanticorpi indica un attacco più ampio e un rischio maggiore di progressione»; memoria immunitaria «alimentata» dalle cellule beta. Adesso: con gli anni il sistema immunitario risponde a sempre più bersagli della cellula beta, segno che l'attacco si allarga; la figura dice lo stesso. Fonte: Foster WS et al., J Immunol. 2025;214(5):862-871 (PMID 40073096).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/dopo-ipoglicemia — Prima: «episodi lievi quotidiani o due episodi notturni a settimana sono un segnale chiaro». Adesso: il tempo sotto 70 mg/dL (3,9 mmol/L) oltre il 4% della giornata, gli episodi ripetuti sotto 54 mg/dL (3,0 mmol/L) e le ipoglicemie notturne che tornano sono segnali chiari. Fonte: Battelino T et al., Diabetes Care. 2019;42(8):1593-1603 (PMID 31177185).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia — Prima: «un valore così basso senza alcun sintomo è un segnale di inconsapevolezza». Adesso: un valore così basso senza sintomi, soprattutto se si ripete da svegli, è spesso un segnale di ipoglicemia inavvertita. Fonte: Divilly P et al., Diabetes Care. 2024;47(10):1769-1777 (PMID 39207738).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/autoanticorpi — Prima: IA-2 era «un enzima della classe delle tirosina fosfatasi», TSPAN7 «una proteina dei granuli imparentata con IA-2», e i neoantigeni nascevano «come un invecchiamento precoce» delle proteine. Adesso: IA-2 è una proteina della famiglia delle tirosina fosfatasi priva di attività enzimatica; TSPAN7 è una proteina di membrana delle cellule insulari; i neoantigeni compaiono quando le proteine delle cellule beta vengono modificate chimicamente da stress e infiammazione. Fonte: Wenzlau JM et al., Curr Diab Rep. 2013;13(5):608-615 (PMID 23900975) e Mauvais FX et al., Diabetes Obes Metab. 2025;27(Suppl 6):40-56 (PMID 40375390).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/grammi-di-carboidrati — Prima: la porzione misurava «la sostanza che aumenta la glicemia, cioè il glucosio». Adesso: la porzione misura quanti carboidrati contiene il pasto, cioè la parte che diventa glucosio nel sangue. Fonte: Annan SF et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1297-1321 (PMID 36468223).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia — Prima: la prima difesa era «l'arresto della secrezione di insulina» («qui si ferma l'insulina propria»). Adesso: la prima difesa è la riduzione della secrezione di insulina («qui cala l'insulina propria»), nell'intestazione e nel testo. Fonte: Sprague JE et al., Pediatr Endocrinol Rev. 2011;9(1):463-473 (PMID 22783644).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: «distress da diabete» era «l'esaurimento causato dalla gestione quotidiana della malattia». Adesso: «distress da diabete» è il peso emotivo e le preoccupazioni legati alla gestione quotidiana della malattia. Fonte: Lin YK et al., Diabetes Technol Ther. 2024;26(10):739-747 (PMID 38662427).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: lo zucchero dal fegato aveva bisogno «assolutamente di un antidoto»; le pastiglie «stimolano il pancreas o migliorano la sensibilità»; la NPH «non dovrebbe già più esistere nella maggior parte dei Paesi»; «tutte le insuline moderne sono analoghi»; l'analogo lento «inizia in 1–2 ore»; tabella NPH 1–2/4–8/12–18 h, lento ≈24 h, rapido picco 1–2 h. Adesso: senza insulina basale il corpo produce corpi chetonici, che portano alla chetoacidosi; le pastiglie stimolano il pancreas, aumentano la sensibilità o eliminano lo zucchero con le urine, ma nessuna sostituisce l'insulina nel tipo 1; la NPH resta in uso in molti Paesi; la maggior parte delle insuline iniettabili moderne sono analoghi; l'analogo lento inizia in poche ore (degludec 0,5–1,5 ore, glargine 2–4 ore); tabella e figura: NPH 2–4/4–12/12–24 h, lento 1–4 h, glargine U100 ≈24 h, U300 30–36 h, degludec oltre 42 h, rapido picco 1–3 h. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450) e Cengiz E et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1277-1296 (PMID 36537533).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/confermare-ipoglicemia — Prima: «il nome ufficiale di questo comportamento del sensore è NSA». Adesso: negli studi il fenomeno compare con i nomi NSA (nocturnal sensor attenuation) o PISA (pressure-induced sensor attenuation). Fonte: Wang X et al., Diabetes Technol Ther. 2015;17(11):780-786 (PMID 26177299) e Baysal N et al., J Diabetes Sci Technol. 2014;8(6):1091-1096 (PMID 25316716).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/liquido-interstiziale — Prima: il valore mostrato «a volte vicino allo zero»; «attenuazione notturna del segnale (Nocturnal Signal Attenuation)». Adesso: il valore «a volte nella zona dell'ipoglicemia»; «attenuazione notturna del sensore (Nocturnal Sensor Attenuation, NSA)», con la nuova fonte. Fonte: Wang X et al., Diabetes Technol Ther. 2015;17(11):780-786 (PMID 26177299).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/con-catetere — Prima: «il tubicino sottile (di teflon)». Adesso: il tubicino sottile di plastica; la cannula è di solito un tubicino morbido di teflon, più raramente un ago sottile d'acciaio. Fonte: Heinemann L et al., J Diabetes Sci Technol. 2012;6(4):954-964 (PMID 22920824).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/funzionamento — Prima: la differenza dal pancreas era «sottocutaneo invece che endovenoso». Adesso: l'insulina del microinfusore è erogata sotto la pelle, non nella vena porta, che porta l'insulina del pancreas direttamente al fegato. Fonte: Edgerton DS et al., Am J Physiol Endocrinol Metab. 2021;320(5):E891-E897 (PMID 33813879).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/principio-di-misura — Prima: la membrana lascia passare «una quantità piccola e controllata di glucosio», e la velocità «è stabilita dalla membrana, non dal glucosio intorno». Adesso: la membrana lascia passare solo una piccola parte del glucosio circostante; quella parte resta proporzionale alla concentrazione esterna, e l'enzima non si satura. Fonte: Wu M et al., Talanta. 2024;273:125933 (PMID 38503127).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/principio-impiantabili — Prima: paracetamolo e vitamina C non interferiscono «perché qui non avviene alcuna reazione enzimatica». Adesso: non interferiscono perché la misura è ottica, non elettrochimica (testo, conclusioni e figura). Fonte: Lorenz C et al., Diabetes Technol Ther. 2018;20(5):344-352 (PMID 29600877).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/cgm-professionale — Prima: i valori erano «conservati nella memoria dell'app del telefono o del lettore». Adesso: i valori sono conservati nella memoria del sensore o del trasmettitore; nei modelli che li mostrano, arrivano anche nell'app. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: l'effetto «si amplifica oltre i 30 minuti, quando le scorte muscolari di glicogeno si esauriscono». Adesso: negli sforzi prolungati i muscoli usano meno glicogeno proprio e più glucosio dal sangue; senza un aggiustamento dell'insulina, l'ipoglicemia compare in molti pazienti entro circa 45 minuti di sforzo aerobico. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/mimetismo-molecolare — Prima: il SARS-CoV-2 ha infettato cellule beta «in laboratorio», attraverso «ACE2 e TMPRSS2». Adesso: ha infettato cellule beta sia in laboratorio sia nel pancreas di alcuni pazienti morti di COVID-19; le cellule beta portano il recettore ACE2 e altri fattori di ingresso, soprattutto la neuropilina 1 (NRP1). Fonte: Wu CT et al., Cell Metab. 2021;33(8):1565-1576.e5 (PMID 34081912).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/mortalita — Prima: «una persona su 15 con nuova diagnosi muore al momento dell'esordio». Adesso: una persona su 15 in cui la malattia esordisce muore nel primo anno, prima di ricevere la diagnosi. Fonte: Gregory GA et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2022;10(10):741-760 (PMID 36113507).
  • 24 ottobre 2026 · sensori/adiuvante — Prima: «la FDA negli Stati Uniti o l'EMA nell'Unione europea ha esaminato il sensore». Adesso: il sensore è stato valutato ufficialmente, dalla FDA negli Stati Uniti o da un organismo notificato nell'Unione europea. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 24 ottobre 2026 · calcolatori/phq-9 — Prima: il PHQ-9 e il GAD-7 misuravano «quanto sono stati intensi» i sintomi. Adesso: il PHQ-9 e il GAD-7 misurano con quale frequenza i sintomi ti hanno dato fastidio nelle ultime due settimane. Fonte: Kroenke K et al., J Gen Intern Med. 2001;16(9):606-613 (PMID 11556941) e Spitzer RL et al., Arch Intern Med. 2006;166(10):1092-1097 (PMID 16717171).
  • 24 ottobre 2026 · calcolatori/rischio-cardiovascolare — Prima: le equazioni estese distinguevano il diabete ben controllato da «uno con glicemie alte da molto tempo». Adesso: distinguono il diabete ben controllato da uno con glicemie alte negli ultimi 2–3 mesi, la finestra coperta dall'HbA1c. Fonte: Khan SS et al., Circulation. 2024;149(6):430-449 (PMID 37947085).
  • 24 ottobre 2026 · calcolatori/pressione-arteriosa — Prima: «la categoria entra anche nella stima del rischio cardiovascolare». Adesso: nella stima del rischio cardiovascolare entra il valore della sistolica, non la categoria. Fonte: Jones DW et al., Hypertension. 2025;82(10):e212-e316 (PMID 40811516).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/hba1c — Prima: «nelle persone senza diabete l'HbA1c è sotto il 5,7%»; le emoglobinopatie davano «in genere valori falsamente bassi», le varianti dell'emoglobina «anch'esse valori falsamente bassi»; DCCT «condotto nel 1993». Adesso: nelle persone senza diabete e senza prediabete l'HbA1c è sotto il 5,7%; le emoglobinopatie possono dare valori falsamente alti o bassi a seconda del metodo del laboratorio, e alcune varianti dell'emoglobina possono interferire con alcuni metodi; DCCT, pubblicato nel 1993. Fonte: Radin MS, J Gen Intern Med. 2014;29(2):388-394 (PMID 24002631) e DCCT Research Group, N Engl J Med. 1993;329(14):977-986 (PMID 8366922).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/conteggio-dei-carboidrati — Prima: nella figura, i carboidrati «diventano glucosio in pochi minuti, fino a un'ora». Adesso: diventano glucosio in pochi minuti fino a due-tre ore, a seconda dell'alimento e del resto del pasto, con una nuova fonte nella didascalia. Fonte: Smart CE et al., Diabet Med. 2012;29(7):e21-e24 (PMID 22268422).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/sintomi-ipoglicemia — Prima: con betabloccante, «il tremore e le palpitazioni possono mancare quasi del tutto»; il segnale «diventa più povero, ma non assente». Adesso: soprattutto con un betabloccante non selettivo come il propranololo, il tremore e l'accelerazione del polso possono essere attenuati; il segnale di allarme può diventare più povero, ma non scompare. Fonte: Kerr D et al., Br J Clin Pharmacol. 1990;29(6):685-693 (PMID 1974143) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia — Prima: «la fisiologia non cambia con l'età». Adesso: la soglia di trattamento non cambia con l'età, anche se nei bambini i sintomi e la risposta ormonale possono comparire a valori un po' più alti. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: «la maggior parte dei pazienti ha una sensibilità maggiore di notte e minore al mattino». Adesso: molti pazienti hanno una sensibilità minore al mattino e maggiore nel pomeriggio e alla sera, e lo schema differisce da una persona all'altra. Fonte: Hegab AM, Front Pediatr. 2022;10:854972 (PMID 35350271) e Hinshaw L et al., Diabetes. 2013;62(7):2223-2229 (PMID 23447123).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/trattare-ipoglicemia-grave — Prima: il dasiglucagone era «un'opzione moderna». Adesso: il dasiglucagone è un'opzione più recente, disponibile solo in alcuni Paesi. Fonte: Pieber TR et al., Diabetes Care. 2021;44(6):1361-1367 (PMID 35239971).
  • 24 ottobre 2026 · microinfusori/impiantabili — Prima: «non sono stati applicati microinfusori impiantabili in pazienti nuovi»; «l'unico modello in commercio». Adesso: nuovi microinfusori impiantabili sono stati applicati solo in studi clinici, con un modello di nuova generazione; la produzione dell'ultimo modello in commercio si è fermata alla fine del 2020. Fonte: Medtronic MiniMed et al., ClinicalTrials.gov, 2025.
  • 24 ottobre 2026 · calcolatori/egfr — Prima: CKD-EPI 2021 era «oggi raccomandata a livello internazionale». Adesso: CKD-EPI 2021 non applica alcuna correzione basata sulla razza; alcuni laboratori, soprattutto in Europa, usano altre formule, come CKD-EPI 2009 o EKFC, quindi il risultato può differire. Fonte: Delanaye P et al., Clin Chem Lab Med. 2023;61(1):44-47 (PMID 36279207).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: «la stessa zona per lo stesso tipo di insulina (rapida nell'addome, basale nelle cosce)»; «le cosce sono il sito preferito per l'insulina basale». Adesso: la stessa zona alla stessa ora del giorno, soprattutto con l'insulina umana; con gli analoghi lenti la zona conta poco e l'importante è ruotare i punti. Fonte: Bahendeka S et al., Diabetes Ther. 2019;10(2):341-366 (PMID 30815830).
  • 24 ottobre 2026 · calcolatori/findrisc — Prima: «da 8 semplici domande si ricava un punteggio da 0 a 26», con la fonte del 2003 (7 domande, 0–20). Adesso: la versione usata oggi, con 8 domande, ha aggiunto il diabete in famiglia, con una nuova fonte; il punteggio da 0 a 26 ha ora la fonte giusta. Fonte: Zhang L et al., PLoS One. 2014;9(5):e97865 (PMID 24852786).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/stadi — Prima: lo stadio 3 era descritto solo attraverso i sintomi. Adesso: se sei seguito con le analisi, lo stadio 3 può essere individuato anche prima che compaiano i sintomi. Fonte: Haller MJ et al., Horm Res Paediatr. 2024;97(6):529-545 (PMID 39662065).
  • 24 ottobre 2026 · dt1/remissione — Prima: la soglia di remissione parziale era solo «sotto 0,5 unità per chilogrammo al giorno»; la fine della remissione era segnata da «(0,5 unità/kg/die)». Adesso: la soglia è sotto 0,5 unità/kg/die insieme a un'HbA1c sotto il 7% (53 mmol/mol); gli studi usano anche l'HbA1c aggiustata per la dose (HbA1c + 4 × la dose in unità/kg/die), con remissione fino a 9; la fine: oltre 0,5 unità/kg/die. Fonte: Nwosu BU, Eur Med J Diabetes. 2019;4(1):89-98 (PMID 31069088) e Mittal M et al., World J Clin Cases. 2024;12(1):9-14 (PMID 38292619).
  • 24 ottobre 2026 · glossario — Prima: indice glicemico: «la misura della velocità con cui un alimento aumenta la glicemia». Adesso: la misura dell'aumento della glicemia prodotto da un alimento, confrontato con quello prodotto dal glucosio, a parità di carboidrati. Fonte: Reynolds A et al., Lancet. 2019;393(10170):434-445 (PMID 30638909).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/esordio — Prima: davanti alla combinazione di sintomi, «è importante rivolgersi al medico il prima possibile per un controllo della glicemia». Adesso: vai dal medico il giorno stesso per misurare la glicemia. In un bambino con la glicemia alta, l'invio in ospedale è immediato, senza altri esami. Fonte: Lan YY et al., J Clin Med. 2026;15(2):533 (PMID 41598470).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: negli sport di squadra, la sospensione del microinfusore era descritta senza limite di tempo, «con la somministrazione di microboli». Adesso: il microinfusore si può sospendere temporaneamente, al massimo per 60 minuti, ricollegandolo nelle pause. Le dosi delle pause si stabiliscono in anticipo con l'équipe medica. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 26 ottobre 2026 · microinfusori/limiti — Prima: «avere sempre a portata di mano insulina di riserva e il materiale per iniettarla». Adesso: tieni sempre a portata di mano una penna di insulina rapida e una di insulina ad azione prolungata, controllando che non siano scadute. Fonte: Meade LT et al., Diabetes Educ. 2013;39(6):841-847 (PMID 24045332).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/trattare-ipoglicemia — Prima: con il sensore, «aspetta di più», e il ritardo del sensore era «la causa più frequente» del sovratrattamento. Adesso: con il sensore, non ripetere il trattamento a 15 minuti basandoti solo su di esso, ma conferma prima con il glucometro. Il ritardo del sensore è una causa frequente di sovratrattamento. Fonte: Abraham MB et al., Pediatr Diabetes. 2022;23(8):1322-1340 (PMID 36537534).
  • 26 ottobre 2026 · sensori/liquido-interstiziale — Prima: il controllo con il glucometro si faceva «subito dopo aver corretto un valore basso». Adesso: il controllo si fa 15 minuti dopo la correzione, perché il sensore mostra in ritardo il recupero della glicemia. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 26 ottobre 2026 · sensori/adiuvante — Prima: con un sensore non adiuvante, il glucometro era richiesto «prima di attività a rischio, come la guida». Adesso: prima di guidare controlli la glicemia sul sensore, e nei viaggi lunghi a intervalli regolari. Il glucometro conferma un valore che scende rapidamente o che non corrisponde a ciò che senti. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S150-S165 (PMID 41358889).
  • 26 ottobre 2026 · glossario — Prima: ipoglicemia: «dà tremori, sudorazione, fame e il bisogno di mangiare subito carboidrati rapidi». Adesso: i segni sono di solito tremori, sudorazione e fame, ma l'ipoglicemia può anche passare senza segni, e si tratta comunque con carboidrati rapidi. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: il rapporto era giusto se la glicemia a due ore tornava «entro ±30 mg/dL (1,7 mmol/L)» dal valore iniziale. Adesso: il rapporto è giusto se a due ore la glicemia è aumentata al massimo di circa 50 mg/dL (2,8 mmol/L) e poi torna vicino al valore iniziale, senza ipoglicemia. Fonte: Kuroda A et al., Diabetes Technol Ther. 2012;14(11):1077-1080 (PMID 23101953).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: prima di uno sforzo intenso che aumenta la glicemia, «puoi fare un piccolo bolo 15 minuti prima». Adesso: se la glicemia è già alta all'inizio di uno sforzo intenso, una correzione parziale, stabilita in anticipo con l'équipe medica, è un'opzione. Fonte: Riddell MC et al., Diabetologia. 2020;63(8):1475-1490 (PMID 32533229).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: il bolo del pasto prima dello sforzo si riduceva «del 50%», e un altro paragrafo dava 25–33%, senza dire che valeva per un sistema automatico. Adesso: senza sistema automatico, il bolo si riduce del 25% per uno sforzo leggero, del 50% per uno moderato e del 75% per uno sforzo aerobico intenso. Con un sistema automatico, del 25–33%, dopo aver impostato l'obiettivo più alto. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: la glicemia di partenza per un allenamento di forza era «120 mg/dL (6,7 mmol/L)». Adesso: un allenamento di forza può iniziare anche da 90–124 mg/dL (5,0–6,9 mmol/L), perché lo sforzo anaerobico può aumentare la glicemia. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: per uno sforzo non programmato, 15 g di carboidrati senza insulina se la glicemia era «sotto 150 mg/dL (8,3 mmol/L)». Adesso: per uno sforzo non programmato, 10–20 g di carboidrati rapidi senza insulina sotto 126 mg/dL (7,0 mmol/L). Sotto 90 mg/dL (5,0 mmol/L) rimandi l'inizio finché la glicemia aumenta. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450) e Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: la prevenzione dell'ipoglicemia notturna dopo lo sport comprendeva «alzare l'obiettivo glicemico al momento di coricarsi a 180 mg/dL (10 mmol/L)». Adesso: la prevenzione comprende la riduzione dell'insulina basale notturna di circa il 20% e uno spuntino prima di dormire, senza insulina. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459) e Campbell MD et al., BMJ Open Diabetes Res Care. 2015;3(1):e000085 (PMID 26019878).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/sport — Prima: cinque cifre senza riscontro nelle fonti: «15 minuti di sforzo aerobico leggero», «un mese» di aggiustamenti, compresse e gel con i tempi di assorbimento, porzioni «ogni 15 minuti». Adesso: sforzo aerobico leggero più lungo, aggiustamenti graduali, compresse o gel fino a 15 g secondo la confezione, piccole porzioni ogni 20–30 minuti. La compressione del sensore ha la sua fonte. Fonte: Riddell MC et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2017;5(5):377-390 (PMID 28126459), Riddell MC et al., Diabetologia. 2020;63(8):1475-1490 (PMID 32533229) e Baysal N et al., J Diabetes Sci Technol. 2014;8(6):1091-1096 (PMID 25316716).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: la zona con noduli si evitava «per almeno tre mesi», un termine assente dalle fonti. Adesso: la zona si evita finché la pelle non torna normale alla vista e al tatto, il che può richiedere molto tempo. Fonte: Mader JK et al., J Diabetes Sci Technol. 2026;20(4):1342-1352 (PMID 40109173) e Tian T et al., J Diabetes Sci Technol. 2023;17(6):1711-1721 (PMID 37555266).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: «Non usare lo stesso ago per più di 24 ore», e il riutilizzo aumentava «il rischio di infezione». Adesso: se comunque riutilizzi l'ago, non usarlo più di tre volte. Il riutilizzo aumenta il dolore e il rischio di lipodistrofia. Fonte: Zabaleta-Del-Olmo E et al., Int J Nurs Stud. 2016;60:121-132 (PMID 27297374) e Sharma M et al., Indian J Endocrinol Metab. 2022;26(2):167-172 (PMID 35873942).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: l'insulina in uso si conservava a temperatura ambiente «al massimo tre settimane». Adesso: l'insulina in uso si conserva a temperatura ambiente, sotto 25–30 °C secondo il foglietto illustrativo, di solito fino a quattro settimane. Fonte: Heinemann L et al., J Diabetes Sci Technol. 2021;15(1):147-159 (PMID 31994414).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: l'iniezione intramuscolare «è dolorosa, può sanguinare leggermente». Adesso: l'iniezione intramuscolare può essere più dolorosa, e il rischio di ipoglicemia nelle ore successive aumenta, soprattutto con le insuline lente. Fonte: Gibney MA et al., Curr Med Res Opin. 2010;26(6):1519-1530 (PMID 20429833), Vaag A et al., Diabet Med. 1990;7(4):335-342 (PMID 2140087) e O'Neal KS et al., Diabetes Spectr. 2015;28(4):264-267 (PMID 26600728).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: l'iniezione attraverso i vestiti «non è affatto raccomandata», con fibre che «possono contaminare l'ago». Adesso: l'iniezione attraverso un solo strato di vestiti si è dimostrata sicura, ma non vedi il punto e non puoi seguire la rotazione, quindi è meglio sulla pelle. Fonte: Fleming DR et al., Diabetes Care. 1997;20(3):244-247 (PMID 9051365).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/aggiustamento-insulina-ipoglicemia — Prima: dopo un episodio ipoglicemico, «una piccola riduzione, di circa il 10–20% della dose coinvolta», senza fonte. Adesso: l'ordine di grandezza lo stabilisce il medico, di solito una piccola riduzione della dose coinvolta. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450), che non indica una cifra per la riduzione.
  • 26 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-bolo — Prima: il cerotto per i boli «non dà allarmi», senza il segnale meccanico di occlusione. Adesso: il dispositivo non dà allarmi sonori. Pulsanti bloccati premuti, cerotto staccato o glicemia alta dopo il pasto indicano che l'insulina non ti arriva. Fonte: Hermanns N et al., J Diabetes Sci Technol. 2015;9(3):581-587 (PMID 25670847).
  • 26 ottobre 2026 · microinfusori/cerotto-basale — Prima: la durata di 24 ore del serbatoio seguiva la frase sui modelli da tre giorni, quindi sembrava riferita a loro. Adesso: la durata di 24 ore, più fino a 36 unità su richiesta, è quella dei modelli da un giorno. Fonte: Zeidan T et al., Pharmacy (Basel). 2020;8(4):215 (PMID 33202616).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: la dose si arrotondava «alla mezza unità più vicina» con la penna, anche se molte penne dosano di unità in unità. Adesso: arrotondi all'unità o alla mezza unità più vicina, secondo quanto permette la penna, oppure a 0,1 unità con il microinfusore. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita — Prima: la dose si arrotondava «alla mezza unità più vicina» con la penna, anche se molte penne dosano di unità in unità. Adesso: arrotondi all'unità o alla mezza unità più vicina, secondo quanto permette la penna, oppure a 0,1 unità con il microinfusore. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S183-S215 (PMID 41358900).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/psicologia — Prima: si raccomandava «la valutazione periodica della depressione», senza frequenza. Adesso: la depressione, il distress legato al diabete e, in chi ha ipoglicemie frequenti o gravi, la paura dell'ipoglicemia si ricercano ogni anno. L'équipe medica chiede anche dell'alimentazione. Fonte: Desalegn D et al., J Autoimmun. 2026;158:103524 (PMID 41538974) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/gad-7 — Prima: il testo sull'ansia non aveva fonti e non diceva cosa fare quando i segni somigliano a un'ipoglicemia. Adesso: l'ansia si ricerca ogni anno in tutti i pazienti con diabete. Con l'insulina o con compresse che possono dare ipoglicemia, misuri la glicemia prima di attribuire i segni all'ansia. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450), American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898) e American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/phq-9 — Prima: tra le cause di un punteggio alto senza depressione mancava il distress legato al diabete. Adesso: nel diabete, una causa frequente è il distress legato alla malattia, che il medico distingue dalla depressione. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131 (PMID 41358898).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/bmi — Prima: i limiti del BMI non citavano le persone di origine asiatica. Adesso: nelle persone di origine asiatica, il rischio di diabete di tipo 2 compare con un BMI più basso, e la soglia per il test del diabete è 23 kg/m², non 25 kg/m². Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/bmi — Prima: la nota del calcolatore non diceva che le soglie del BMI valgono per gli adulti. Adesso: le categorie valgono per gli adulti. Nei bambini e negli adolescenti il BMI si legge sulle curve di crescita, per età e sesso, in percentili. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/massa-grassa — Prima: il calcolatore non diceva che la formula e gli intervalli sono stati stabiliti negli adulti. Adesso: la formula e gli intervalli sono stati stabiliti negli adulti, quindi il calcolatore non si applica a bambini e adolescenti. Fonte: Shake CL et al., Mil Med. 1993;158(1):26-31 (PMID 8437737).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/peso-ideale — Prima: la formula di Devine era descritta come non applicabile «sotto 140 cm», anche se è definita da 152 cm. Adesso: la formula è definita da 152 cm in su e si estrapola sotto questa altezza. Sotto 140 cm il calcolatore non mostra alcun risultato. Fonte: Pai MP et al., Ann Pharmacother. 2000;34(9):1066-1069 (PMID 10981254).
  • 26 ottobre 2026 · calcolatori/egfr-bambini — Prima: la formula di Schwartz bedside era «validata in bambini e adolescenti (1–18 anni)». Adesso: la formula è stata costruita su bambini di 1–16 anni con malattia renale cronica. In un bambino con reni sani può dare un valore un po' più basso di quello reale. Fonte: Schwartz GJ et al., J Am Soc Nephrol. 2009;20(3):629-637 (PMID 19158356).
  • 26 ottobre 2026 · sensori/riscaldamento — Prima: il riscaldamento durava «tra 30 minuti e 2 ore, a seconda del modello», senza l'eccezione del sensore impiantabile. Adesso: per il sensore impiantabile, il riscaldamento dura 24 ore, e i primi valori compaiono dopo la seconda calibrazione con il glucometro, 2–12 ore dopo la prima. Fonte: Senseonics, Eversense 365 Next steps (Rev. 2), 2024.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: «Foodvisor usa l'IA per il riconoscimento delle foto», con una fonte che ha testato altre app. Adesso: alcune app riconoscono il cibo da una foto, ma possono sbagliare in media di oltre 20 g, quindi controlli la cifra. Fonte: Baumgartner M et al., J Diabetes Sci Technol. 2025;19(6):1570-1577 (PMID 39058316).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/fattori-ambientali — Prima: gli enterovirus, i virus influenzali e il virus respiratorio sinciziale erano descritti insieme, come virus che circolano più intensamente d'inverno. Adesso: i virus influenzali e il virus respiratorio sinciziale circolano più intensamente d'inverno, mentre gli enterovirus (soprattutto Coxsackie B) hanno il picco d'estate e all'inizio dell'autunno. Fonte: Li Y et al., Lancet Glob Health. 2019;7(8):e1031-e1045 (PMID 31303294) e Pons-Salort M et al., Proc Natl Acad Sci U S A. 2018;115(12):3078-3083 (PMID 29507246).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/vitamina-d — Prima: le infezioni da enterovirus erano descritte con «un andamento stagionale simile» a quello della vitamina D, con picco d'inverno. Adesso: le infezioni virali respiratorie sono più frequenti d'inverno, mentre gli enterovirus hanno il picco d'estate e all'inizio dell'autunno. Fonte: Li Y et al., Lancet Glob Health. 2019;7(8):e1031-e1045 (PMID 31303294) e Pons-Salort M et al., Proc Natl Acad Sci U S A. 2018;115(12):3078-3083 (PMID 29507246).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: l'obiettivo di 70–140 mg/dL (3,9–7,8 mmol/L) era presentato come raccomandazione generale, senza fonte. Adesso: l'obiettivo di 70–140 mg/dL (3,9–7,8 mmol/L) è la raccomandazione dall'esperienza clinica dell'autore. L'obiettivo abituale è 70–180 mg/dL (3,9–10,0 mmol/L), e nei giovani un controllo più stretto non ha rallentato ulteriormente la perdita di peptide C. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894) e Boughton CK et al., N Engl J Med. 2022;387(10):882-893 (PMID 36069870).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: le persone con peptide C rilevabile avevano «il 50% in meno di ipoglicemie gravi», una minore variabilità glicemica e un'HbA1c migliore. Adesso: il peptide C preservato si associa a meno ipoglicemie gravi, anche a valori bassi. Sopra 0,2 nmol/L si associa anche a meno ricoveri per chetoacidosi, a un'HbA1c un po' più bassa e a una dose di insulina minore. Fonte: Gubitosi-Klug RA et al., J Clin Invest. 2021;131(3):e143011 (PMID 33529168) e Jeyam A et al., Diabetes Care. 2021;44(2):390-398 (PMID 33303639).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: il teplizumab era descritto solo nei bambini di 8–17 anni con diagnosi recente, con un ciclo di 14 giorni, «raramente in modo grave». Adesso: negli Stati Uniti, il teplizumab è approvato da giugno 2026 anche dopo la diagnosi, a 8–17 anni, nelle prime 8 settimane, in due cicli di 12 giorni ciascuno. Nello stadio 2 si somministra negli Stati Uniti dall'età di 1 anno e nell'Unione Europea dagli 8 anni. Fonte: FDA, foglio illustrativo di Tzield (teplizumab), revisionato a giugno 2026 e EMA, EPAR di Teizeild (teplizumab), 2026.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/autoimmunita — Prima: la riattivazione di alcuni virus dopo il teplizumab era descritta come «raramente grave». Adesso: la riattivazione di alcuni virus ha a volte, raramente, conseguenze gravi. Fonte: FDA, foglio illustrativo di Tzield (teplizumab), revisionato a giugno 2026.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/diffusione-autoimmunita — Prima: la riattivazione di alcuni virus dopo il teplizumab era descritta come «raramente grave». Adesso: la riattivazione di alcuni virus ha a volte, raramente, conseguenze gravi. Fonte: FDA, foglio illustrativo di Tzield (teplizumab), revisionato a giugno 2026.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/test-autoanticorpi — Prima: la riattivazione di alcuni virus dopo il teplizumab era descritta come «raramente grave». Adesso: la riattivazione di alcuni virus ha a volte, raramente, conseguenze gravi. Fonte: FDA, foglio illustrativo di Tzield (teplizumab), revisionato a giugno 2026.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/stadi — Prima: la riattivazione di alcuni virus dopo il teplizumab era descritta come «raramente grave». Adesso: la riattivazione di alcuni virus ha a volte, raramente, conseguenze gravi. Fonte: FDA, foglio illustrativo di Tzield (teplizumab), revisionato a giugno 2026.
  • 26 ottobre 2026 · dt1/colazione-sotto-30-g — Prima: la risposta più debole all'insulina al mattino era descritta in tutti i pazienti, «a partire dalle 5 del mattino». Adesso: in molti pazienti la stessa quantità di carboidrati aumenta di più la glicemia al mattino. Circa la metà dei pazienti con diabete di tipo 1 presenta il fenomeno dell'alba, che di solito inizia verso le 3 di notte. Fonte: Ostrovski I et al., Can J Diabetes. 2020;44(3):229-235 (PMID 31630987) e Hegab AM, Pediatr Diabetes. 2019;20(8):1087-1093 (PMID 31433557).
  • 26 ottobre 2026 · dt1/mortalita — Prima: la frequenza della sindrome “dead-in-bed” era descritta come ridotta grazie ai sensori con allarmi e ai microinfusori. Adesso: la sindrome spiega il 2–5% dei decessi di bambini, adolescenti e giovani adulti con diabete di tipo 1, con una lieve diminuzione dal 1991. Non si sa con esattezza quanta parte di questa diminuzione sia dovuta alla tecnologia. Fonte: Jones J et al., Diabetes Res Clin Pract. 2022;191:110042 (PMID 36007797).
  • 27 ottobre 2026 · dt1/perche-ipoglicemia, dt1/trattare-ipoglicemia, dt1/trattare-ipoglicemia-grave, dt1/ipoglicemia — Prima: si diceva che l'alcol blocca la produzione di glucosio nuovo nel fegato. Adesso: l'alcol riduce la produzione di glucosio nuovo nel fegato. Fonte: Siler SQ et al., Am J Physiol. 1998;275(5):E897-E907 (PMID 9815011) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 27 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia-grave, dt1/ipoglicemia, dt1/trattare-ipoglicemia, dt1/trattare-ipoglicemia-grave, dt1/alimentazione, dt1/stadi, calcolatori/egfr-bambini, sensori/tecnologia — Prima: diverse pagine dicevano solo che si chiamano i soccorsi medici o che la situazione richiede una valutazione medica, senza precisare chi chiamare e con quale rapidità. Adesso: si chiamano i soccorsi, per esempio dopo una convulsione, se non c'è glucagone a portata di mano o se la glicemia resta bassa dopo tre dosi. Nelle altre situazioni avvisi l'équipe medica, per esempio lo stesso giorno dopo un'ipoglicemia grave in un bambino piccolo. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 27 ottobre 2026 · dt1/fattore-di-sensibilita, dt1/trattare-ipoglicemia-grave — Prima: le correzioni andavano evitate quando non puoi monitorare la glicemia o sei solo. Una conclusione diceva che non si dà mai insulina a un paziente che si sente male, senza dire chi. Adesso: in queste situazioni fai correzioni più prudenti, con dosi più basse stabilite in anticipo con la tua équipe medica. Le persone vicine non danno mai insulina a un paziente con diabete che si sente male. Fonte: Laffel L, Endocrinol Metab Clin North Am. 2000;29(4):707-723 (PMID 11149158), Yale JF et al., Diabetes Technol Ther. 2017;19(7):423-432 (PMID 28556672) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 27 ottobre 2026 · avvertenza-medica — Prima: tra le situazioni in cui chiedi subito aiuto c'era usare deliberatamente le dosi di insulina per perdere peso. Adesso: saltare o ridurre deliberatamente le dosi di insulina per perdere peso. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450) e Goddard G, Oxlad M, Diabetes Res Clin Pract. 2022;185:109783 (PMID 35183646).
  • 29 ottobre 2026 · calcolatori/phq-9, calcolatori/gad-7 — Prima: nelle pagine in rumeno, le domande e le opzioni di risposta erano una traduzione propria, diversa dalla traduzione rumena validata dei questionari. Adesso: ogni versione linguistica usa la formulazione validata dei questionari, e il punteggio e le soglie restano invariati. Fonte: PHQ-9 e GAD-7, traduzione rumena validata (Pfizer, Romanian for Romania).
  • 29 ottobre 2026 · calcolatori/findrisc — Prima: la domanda 6 chiedeva se prendi ora farmaci per la pressione, e la domanda 8 solo se qualcuno in famiglia ha il diabete. Adesso: la domanda 6 chiede se hai mai preso regolarmente questi farmaci, e la domanda 8 se a qualcuno in famiglia è stato diagnosticato il diabete. È la formulazione del questionario validato, e i punteggi restano gli stessi. Fonte: Lindström J, Tuomilehto J, Diabetes Care. 2003;26(3):725-731 (PMID 12610029).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/fibre-e-polioli, dt1/conteggio-dei-carboidrati, dt1/pranzo-sotto-30-g, dt1/alimentazione, dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: per le etichette di Stati Uniti e Canada, la figura e alcune pagine sottraevano tutta la fibra dai carboidrati. Adesso: da queste etichette sottrai metà della fibra quando supera 5 g, mentre sulle etichette dell'Unione europea la fibra non è compresa nella riga dei carboidrati. Fonte: Korczak R, Slavin JL, Nutr Rev. 2020;78(Suppl 1):6-12 (PMID 32728750) e Englyst KN, Englyst HN, Br J Nutr. 2005;94(1):1-11 (PMID 16115326).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/rapporto-insulina-cho — Prima: dopo la correzione del 5 ottobre 2026, la statistica dell'intestazione indicava ancora +50% di insulina al mattino per il fenomeno dell'alba. Adesso: la statistica indica che circa 1 persona su 2 ha il fenomeno dell'alba, come il testo della pagina. Fonte: Ostrovski I et al., Can J Diabetes. 2020;44(3):229-235 (PMID 31630987).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/incidenza — Prima: la maggior parte dei nuovi casi di diabete di tipo 1 era descritta come diagnosticata nell'infanzia e nell'adolescenza. Adesso: i tassi di incidenza più alti si hanno nell'infanzia e nell'adolescenza, ma la maggior parte dei nuovi casi compare negli adulti. Fonte: Gregory GA et al., Lancet Diabetes Endocrinol. 2022;10(10):741-760 (PMID 36113507).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/stadi, dt1/test-autoanticorpi, dt1/autoimmunita — Prima: TrialNet era citato tra i programmi di screening della popolazione generale negli Stati Uniti. Adesso: TrialNet esamina i familiari delle persone con diabete di tipo 1, negli Stati Uniti e in altri Paesi, mentre i programmi di popolazione statunitensi sono ASK e CASCADE. Fonte: TrialNet, trialnet.org/participate (consultato il 28 ottobre 2026).
  • 29 ottobre 2026 · sensori/durata-del-sensore, sensori/principio-impiantabili — Prima: l'enzima dei sensori transcutanei era descritto come qualcosa che si consuma o si esaurisce gradualmente. Adesso: l'enzima perde gradualmente la sua attività, e così il segnale diventa meno preciso. Fonte: Bankar SB et al., Biotechnol Adv. 2009;27(4):489-501 (PMID 19374943) e Vaddiraju S et al., J Diabetes Sci Technol. 2010;4(6):1540-1562 (PMID 21129353).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: il sucralosio era presentato come stabile al calore e adatto alla cottura in forno. Adesso: il sucralosio va evitato nella cottura in forno, perché ad alte temperature si possono formare composti clorurati. Fonte: EFSA FAF Panel, EFSA J. 2026;24(2):e9854 (PMID 41710869).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/vitamina-d — Prima: i limiti massimi di assunzione erano quelli degli Stati Uniti, per esempio 1500 UI/die a 6–12 mesi e 2500–3000 UI/die a 1–8 anni. Adesso: i limiti sono quelli dell'EFSA, cioè 1000 UI/die sotto i 6 mesi, 1400 UI/die a 6–12 mesi, 2000 UI/die a 1–10 anni e 4000 UI/die dagli 11 anni. Riguardano l'assunzione a lungo termine, e l'indicazione del tuo medico ha la precedenza. Fonte: EFSA NDA Panel, EFSA J. 2018;16(8):e05365 (PMID 32626014) e EFSA NDA Panel, EFSA J. 2023;21(8):e08145 (PMID 37560437).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/alimentazione — Prima: la dose giornaliera ammissibile degli edulcoranti era descritta come molto difficile da superare, e la stevia come priva di retrogusto. Adesso: la dose giornaliera ammissibile dell'eritritolo è di 0,5 g/kg di peso corporeo, e bambini e adolescenti che consumano spesso prodotti con eritritolo possono superarla. In grandi quantità l'eritritolo può causare gonfiore e diarrea. Alcuni prodotti con stevia possono lasciare un leggero retrogusto amaro. Fonte: EFSA FAF Panel, EFSA J. 2023;21(12):e8430 (PMID 38125972) e Tian X et al., Food Res Int. 2021;151:110848 (PMID 34980386).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/colazione-sotto-30-g — Prima: la cannella era consigliata per il gusto, senza indicarne il tipo. Adesso: se la usi ogni giorno, è preferibile la cannella di Ceylon, perché la cannella cassia contiene molta cumarina. Fonte: Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR), Presseinformation 26/2012.
  • 29 ottobre 2026 · dt1/iniezione — Prima: la frase poteva essere letta come se nemmeno l'insulina NPH avesse bisogno di essere miscelata. Adesso: gli analoghi non hanno bisogno di essere agitati, a differenza della NPH. La penna di NPH si agita delicatamente almeno 20 volte prima di ogni iniezione, altrimenti la dose iniettata può variare molto. Fonte: Jehle PM et al., Lancet. 1999;354(9190):1604-1607 (PMID 10560676).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: la prognosi a lungo termine del diabete di tipo 1 a esordio adulto poteva avvicinarsi a quella della popolazione generale. Adesso: la diagnosi precoce, l'insulina dalla diagnosi e il controllo dei fattori di rischio possono prevenire le complicanze successive. Fonte: Buzzetti R et al., Diabetes. 2020;69(10):2037-2047 (PMID 32847960).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/infezioni — Prima: la conclusione sugli enterovirus nel pancreas dei pazienti con diagnosi recente citava uno studio di terapia antivirale, che non sosteneva l'affermazione. Adesso: la conclusione cita lo studio che ha trovato enterovirus nelle isole pancreatiche di pazienti con diagnosi recente. Fonte: Krogvold L et al., Diabetes. 2015;64(5):1682-1687 (PMID 25422108).
  • 29 ottobre 2026 · microinfusori/infusione-continua — Prima: l'HbA1c era definita come la media della glicemia degli ultimi mesi. Adesso: l'HbA1c è la media della glicemia degli ultimi 2–3 mesi, come nel resto del sito. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S132-S149 (PMID 41358894).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/ipoglicemia, dt1/alimentazione — Prima: il rischio di ipoglicemia dopo l'alcol durava 24 ore o fino a 24 ore dopo il consumo, senza un punto di partenza chiaro. Adesso: il rischio dura fino a 24 ore dopo l'ultimo bicchiere. Fonte: Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450) e Tetzschner R et al., Diabetes Metab Res Rev. 2018;34(3):e2965 (PMID 29135074).
  • 29 ottobre 2026 · dt2/cause — Prima: il rischio di diabete di tipo 2 con un genitore affetto era 3 volte maggiore, nell'elenco e nella figura. Adesso: il rischio è da 2 a 3 volte maggiore, come nel testo della pagina. Fonte: Sami A et al., Diabetol Metab Syndr. 2025;17(1):185 (PMID 40452079).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/evoluzione — Prima: la figura diceva che la luna di miele inizia 1–2 settimane dopo l'esordio. Adesso: la luna di miele inizia di solito 1–2 settimane dopo l'esordio, al più tardi entro due mesi. Fonte: Nwosu BU, Front Endocrinol (Lausanne). 2025;16:1462249 (PMID 40309446).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/che-cos-e, dt1/differenze, dt1/test-autoanticorpi — Prima: gli autoanticorpi IA-2A erano chiamati tirosina fosfatasi 2, come se fossero l'enzima stesso. Adesso: sono gli anticorpi contro l'antigene insulare 2, noti anche come anticorpi anti-tirosina fosfatasi. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27-S49 (PMID 41358893).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/insuline — Prima: l'analogo rapido raggiungeva l'effetto massimo in 1–2 ore. Adesso: l'effetto massimo arriva in 1–3 ore, come nella figura della pagina. Fonte: De Block CEM et al., Diabetes Obes Metab. 2022;24 Suppl 1:63-74 (PMID 35403348).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/fattori-rischio-ipoglicemia — Prima: si diceva che gli obiettivi glicemici si allentano con l'età. Adesso: negli anziani con altre malattie o fragili si scelgono obiettivi glicemici meno stringenti. Fonte: American Diabetes Association Professional Practice Committee, Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S277-S296 (PMID 41358888) e Holt RIG et al., Diabetologia. 2026 Sep 16, online ahead of print (PMID 42747450).
  • 29 ottobre 2026 · sensori/durata-del-sensore — Prima: ogni sensore aveva un breve periodo di riscaldamento. Adesso: il riscaldamento è breve per un sensore transcutaneo, mentre per il sensore impiantabile dura una giornata intera. Fonte: Senseonics, Eversense 365 CGM, 2024 (Rev. 2).
  • 29 ottobre 2026 · calcolatori/massa-grassa — Prima: il testo non diceva in quale intervallo rientrano esattamente il 25% negli uomini e il 35% nelle donne. Adesso: l'intervallo di obesità inizia dal 25% negli uomini e oltre il 35% nelle donne, come nel calcolatore. Fonte: Romero-Corral A et al., Int J Obes (Lond). 2008;32(6):959-966 (PMID 18283284).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/pranzo-sotto-30-g — Prima: l'alternativa alla fetta di pane era 100 g di patate lesse, con 15–17 g di carboidrati. La pagina sugli alimenti indica però circa 20 g per 100 g. Adesso: l'alternativa è una porzione di 75 g di patate lesse, con circa 15 g di carboidrati, quanto una fetta di pane da 30 g. Fonte: Verifica parallela delle traduzioni, 19–20 ottobre 2026.
  • 29 ottobre 2026 · dt1/malattie-autoimmuni — Prima: tutte le malattie autoimmuni associate al diabete di tipo 1 erano descritte come cercate periodicamente. Adesso: alcune di esse, soprattutto le malattie della tiroide e la celiachia, si cercano periodicamente, anche senza sintomi. Fonte: Kahaly GJ et al., Endocrinol Diabetes Metab. 2026;9(1):e70119 (PMID 41317333).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/lada — Prima: il picco era collocato nella quarta e nella quinta decade di vita, cioè tra 30 e 49 anni, anche se la frase parlava poi di 40 e 50 anni. Adesso: il picco si colloca intorno ai 40 e ai 50 anni. Fonte: Lundholm MD, Zhou K, Cleve Clin J Med. 2025;92(12):757-763 (PMID 41326180).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/preservare-cellule-beta — Prima: la statistica dell'intestazione indicava 2–3 anni di ritardo con teplizumab, anche se la pagina parla del teplizumab dopo la diagnosi. Adesso: la statistica indica il 10–40% di cellule beta funzionanti alla diagnosi, come la conclusione della pagina. Fonte: Chen C et al., Mol Metab. 2017;6(9):943-957 (PMID 28951820) e Leighton E et al., Diabetes Ther. 2017;8(3):475-487 (PMID 28484968).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/stress — Prima: prima della diagnosi una buona parte delle cellule beta poteva essere già distrutta, mentre l'intestazione dava il 60–90% senza fonte nel testo. Adesso: prima della comparsa dei sintomi il 60–90% delle cellule beta può essere già distrutto, con la fonte citata. Fonte: Chen C et al., Mol Metab. 2017;6(9):943-957 (PMID 28951820).
  • 29 ottobre 2026 · dt1/insuline, dt1/schemi-di-terapia, dt1/remissione — Prima: il testo per lettore di schermo di tre figure non corrispondeva alla loro tabella. L'insulina umana regolare iniziava in 30 minuti, l'analogo rapido finiva dopo 4–5 ore e la dose scendeva sotto 0,5 nel primo mese. Adesso: il testo segue la tabella di ogni figura. L'insulina regolare inizia in 30–60 minuti, l'analogo rapido finisce dopo 3–5 ore e la dose arriva a 0,5 U/kg/giorno nel primo mese. Fonte: Rolla A, Am J Med. 2008;121(6 Suppl):S9-S19 (PMID 18514090), Vliebergh J et al., Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2021;28(1):1-7 (PMID 33315628) e Abdul-Rasoul M et al., Pediatr Diabetes. 2006;7(2):101-107 (PMID 16629716).
  • 29 ottobre 2026 · calcolatori/convertitore-unita — Prima: il mg/dL era descritto come usato negli Stati Uniti e in pochi altri Paesi, e le unità SI nella maggior parte dell'Europa. Adesso: il mg/dL si usa anche in molti Paesi dell'Europa continentale, dell'America Latina e dell'Asia. Le unità SI si usano nel Regno Unito, nel Nord Europa, in Canada e in Australia. Fonte: Verifica parallela delle traduzioni, 19–20 ottobre 2026.